Benevento

«Era una capanna in cui nei tempi di guerra non ci avremmo messo neanche un maiale. Invece lì dentro, senza pavimento, con delle lavagne di cartone, dei carboncini per scriverci su e delle canne di bambù improvvisate per separare gli ambienti, c’era una scuola dove studiavano una ventina di bambini».

E’ stata questa immagine che ha cambiato un viaggio di piacere in Kenya, venti anni fa, in una missione di beneficenza a sostegno di un villaggio a trenta chilometri a sud di Mombasa, nell’immediato entroterra di una delle località balneari più importanti della costa bagnata dall’oceano Indiano, Danai Beach, una perla naturalistica di rara bellezza con chilometri di sabbia bianchissima contornata da grossi palmeti.

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Alberghi di lusso, casinò e ricchi turisti che sono però solo il paravento di una povertà che vive e respira a pochi metri da tutto ciò che sembra il paradiso in terra. Rita Intorcia, originaria di Benevento, ormai chiamata “Mama Rita” dagli abitanti del villaggio di Mvu Moni, non è rimasta indifferente a quella scuola, chiamiamola così, e in venti anni, insieme all’aiuto del marito Antonio Gigliotti, di origini calabresi, ha abbattuto quella capanna e ci ha costruito su un’accademia, dove ora studiano duecento ragazzi: l’AntoRita Academy.

Michele Intorcia