Una medicina territoriale più vicina alle esigenze delle persone dei vari centri. Un modello più snello e che ha l'esigenza anche di sfruttare al meglio le strutture sanitarie dislocate sul territorio, ovvero riutilizzare le vecchie strutture abbandonate o chiuse per anni, come gli ospedali in vari centri nel Sannio. Il tutto grazie ai fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Se ne è parlato questa mattina a Benevento durante la conferenza dei sindaci – solo una quindicina purtroppo quelli presenti -, con in testa il primo cittadino di Benevento, Clemente Mastella e il direttore generale dell'Asl di Benevento, Gennaro Volpe.
Al centro dell'incontro le proposte per migliorare l'offerta sanitaria nel Sannio. A partire dalle aree interne, dai centri più piccoli e più distanti dai servizi sanitari e ospedalieri. Ad avviare i lavori è stato il sindaco Mastella che ha illustrato il piano da lui immaginato non prima di aver manifestato il suo disappunto per l'assenza di tante fasce tricolore.
Mastella ha poi snocciolato il suo piano per la medicina territoriale senza stravolgere quelli che sono essenzialmente i distretti sanitari già esistenti: “con dislocazioni nel Tammaro, nel Fortore, nel in Valle Telesina e Valle Caudina, a Benevento e un ambito che riguardi i paesi del Medio Calore. Bisogna arrivare al 2026 – ha poi rimarcato il sindaco di Benevento – con un piano pronto per poter utilizzare i fondi”.
Il sindaco di Benevento ha ringraziato il dottore Volpe per come tutta l'Asl ha affrontato l'emergenza sanitaria prima per fronteggiare i contagi poi per la massiccia campagna vaccinale. Mastella infine si è rivolto ai colleghi sindaci per un appello: “convincete tutti i vostri concittadini a vaccinarsi. E' fondamentale perchè la nuova ondata sta lanciando segnali che non sono affatto incoraggianti e buoni”.
“L'Asl di Benevento sarà protagonista perchè il Pnrr prevede una seire di importanti novità per tutto il Sannio” ha spiegato il direttore generale dell'Asl, Gennaro Volpe che ha poi snocciolato le iniziative in cantiere e previste per costruire un progetto importante per la sanità nel Sannio.
“Come azienda in contatto con la regione che ci supporta prevediamo una casa di comunità per ogni distretto, anche due laddove i progetti e i fondi lo consentano. Prevediamo di utilizzare anche strutture oggi non utilizzate. La casa di comunità sarà del cittadino. Un punto visibile dove avere risposte sanitarie concrete con una porta unica di accesso ma in stretta collaborazione con i Comuni e quindi con i servizi sociali. All'interno di queste strutture ci saranno i nostri ambulatori ma anche la sede della medicina generale. Gli attori sono tutti protagonisti. Tutte le figure previste nei distrette devono lavorare con un unico ordine: tutelare la salute dei cittadini”.
Per attivare queste strutture all'interno dei distretti richiede ovviamente un rafforzamento del personale. “Ci stiamo lavorando anche con le organizzazioni sindacali. Nuovi medici e infermieri di comunità che possono agire anche a casa del paziente, questo è l'obiettivo principale. Dobbiamo creare un team con all'interno medico, infermiere, psicologo e fisioterapista sarà l'arma vincente. C'è da lavorare e già sono in atto dei concorsi e speriamo che presto riusciamo a portare il personale all'interno di queste strutture”.
Già da qualche mese il dg dell'Asl sannita ha dato l'input per far ripartire con forza gli screening oncologici dopo lo stop e i rallentamenti dovuti alla pandemia provocata dal Covid: “Pronti a partire con un'imponente operazione di prevenzione contro il cancro. A settembre partirà il truck con a bordo specialisti ed attrezzature per effettuare screening per varie patologie tumorali. Saranno novanta giorni di piena attività durante la quale raggiungeremo tutti i centri della provincia”. Un'operazione di prevenzione importante quella che l'Asl ha lanciato e che vede coinvolti anche i sindaci: “Dobbiamo mantenere il rapporto di sinergia tra enti ed istituzioni. È il momento di metterci insieme anche per la prevenzione. Saranno i sindaci a prenotare le donne che dovranno sottoporsi, ad esempio, alla mammografia”.
Prosegue l'impegno dell'Asl per riutilizzare l'ospedale di Cerreto: “Per noi Cerreto Sannita è prioritario. Ci sono stati dei problemi per quanto riguarda la sismicità della struttura ma grazie alla regione stiamo risolvendo. Abbiamo investito fondi. A Cerreto Sannita prevediamo la casa di comunità, l'ospedale di Comunità e la centrale operativa territoriale 118. Cerreto per noi resta una priorità al pari di altri paesi dove verranno ubicate le case di comunità”.
Presente all'incontro il presidente della Provincia e sindaco di Santa Croce del Sannio, Antonio Di Maria e Fernando Errico, sindaco di San Nicola Manfredi: “La maggior parte di questi fondi - ha affermato - devono servire per ridare futuro alle aree interne poco tutelate da diversi anni. Bisogna ristrutturare i distretti sanitari e implementare la cura del paziente a domicilio. Devono nascere delle Centrali Operative Territoriali che devono coordinare tutte le attività. Insomma ci vuole una nuova sanità, capace di rispondere nel modo migliore alle esigenze del paziente. Per quanto riguarda gli ospedali e le case di comunità - ha aggiunto Errico - bisogna coinvolgere tutti i sindaci del Sannio e individuare, in accordo con l’Asl, le varie strutture sulle diverse aree territoriali. Dobbiamo coprire tutto il Sannio, nessuno escluso, e muoverci tutti insieme uniti e in sinergia. Questa sarà la carta vincente per risolvere un problema legato alla medicina territoriale” .