E dopo Angelo D'Angelo, in sala stampa è il turno dell'allenatore dei lupi, Massimo Rastelli. Che, come il capitano, non cerca alibi: «Cosa è cambiato rispetto a Vercelli? È sempre difficile poter dare un giudizio. La gara al "Piola" doveva essere l’inizio di un nuovo campionato di una squadra in crescita. Oggi la nostra gara è durata 26 minuti, poi dopo il primo gol del Cittadella siamo usciti dalla gara. Ci siamo innervositi e abbiamo perso lucidità. Il 2-0 ha complicato le cose, siamo stati bravi a riaprila ma nel secondo tempo non c’è stata reazione. Loro chiudevano bene i varchi e ripartivano. Hanno avuto modo di chiudere l'incontro. È quasi tutto da buttare. Questo dimostra che c’è ancora tanto da lavorare, bisogna rimanere umili non è un caso che abbiamo perso con le ultime della classe e perso punti. Quando dobbiamo vincere la partita la personalità viene un po a mancare».
I SINGOLI - «Salvo solo Regoli e Visconti, ma per il resto abbiamo perso tutti i duelli».
RIPARTIRE - «Come fare a riprendere la marcia? Io non conosco altri metodi se non il lavoro. Dobbiamo cercare di fare gioco e di mettere in difficoltà gli avversari facendo leva sulle nostre caratteristiche. Quando abbiamo vinto i duelli uno contro uno abbiamo anche vinto le partite».
LA CONTESTAZIONE - «Dopo questo tipo di prestazioni è giusto accettare i fischi e le critiche. Io sono il primo ad essere deluso e arrabbiato, come i ragazzi. Voltiamo pagina e ricominciamo. Lunedi prossimo, a La Spezia, sarà un’altra partita difficile. Noi siamo sempre stati in grado di ritrovare quelle motivazioni che possono farci fare risultati importanti. Stiamo compatti, non fasciamoci la testa e facciamo in mdo che la gente ci resti vicina. Mi mancano gli stimoli? Se non avessi stimoli non oppotrei fare questo mestiere. Ho una grande fiducia nei ragazzi e le mie motivazioni sono invariate».