Avellino

Anche nel 2021 Avellino è malata di smog. Il capoluogo irpino infatti, ha raggiunto in sette mesi – il dato si riferisce all’ultimo raffronto del 31 luglio della centralina di via Piave – la soglia massima di 35 sforamenti di polveri sottili consentiti dalla legge in un anno solare. Avellino dunque ancora maglia nera dell'inquinamento ambientale. E non sono bastati i lockdown e lo spostamento del terminal bus per risolvere la vexata quaestio. Per l'attivista ambientalista Pietro Mitrione manca completamente una programmazione sulla mobilità alternativa da parte dell'amministrazione comunale. Eppure ora, con il Recovery Plan, i fondi ci sono per ripensare a una visione complessiva della città. “Non basta più l'indignazione, questa è una città rassegnata, sembra un corpo estraneo. Eppure stiamo parlando della vivibilità quotidiana dei cittadini. Siamo allo sbando, tra Autostazione, Metro leggera e Tunnel ci sono state solo promesse di una svolta ma nessun atto concreto. E poi porterei un esempio per tutti: quei 150-200 metri di quella cosiddetta pista ciclabile. Quello scempio è l'emblema dell'indolenza, dell'incapacità amministrativa in cui ci troviamo".