Benevento

Un pomeriggio con don Gaetano è come tornare a scuola. Lui dirige, indica i movimenti ai suoi allievi, detta i ritmi. Esercitazioni che sembrano complicate, ma che hanno una logica lucida. Il gruppo diviso per colori: gli “arancio”, i “verdi”, i “bianchi”. Si provano soluzioni con e senza la palla, fatte sempre più velocemente. Con intensità, come piace dire allo “special one”. La rapidità di esecuzione è essenziale: “A duemila”, grida il mago di Floridia, facendo intendere che nulla si fa senza movimento. Poi si riprova con altri esercizi: esce un centrale, appoggia sulla fascia, palla dietro per il secondo centrocampista che arriva di corsa. Si prova e si riprova cento volte, chi non capisce subito lo farà al secondo tentativo. Perché Auteri, da buon maestro, ha anche tanta pazienza. Aspetta, fa ripetere, spiega. E poi interroga: “Pezzi, cosa faresti in questa situazione?”. Non sono ammesse titubanze, bisogna rispondere quello che si è assimilato. Come a scuola. E’ uno spettacolo veder lavorare il tecnico siciliano. Ecco quello che vuol dire insegnare calcio, tattica, indicare situazioni di gioco sempre nuove. La differenza la farà sempre il giocatore con le sue doti tecniche, ma lui farà tutto il possibile perché non si sbagli nulla in campo. A guardarli tutti insieme si ritorna con la mente al cosiddetto “casino organizzato” di Eugenio Fascetti. O alle follie tattiche di Marcelo Bielsa. Nulla di tutto questo. Auteri non inventa calcio, lo insegna. E se si apprendono i suoi rudimenti, si farà meno fatica in mezzo al campo e si farà sempre più bella figura.

Quando tutto sembra finito, la scuola non chiude. Ci si riposa, un po’ di ghiaccio per chi accusa un po’ di affaticamento, una bella bevuta, una rinfrescata e si ricomincia. Questa volta con la parte fisica. Ed è una tortura. Una sollecitazione da brividi: “Campagnacci più cattivo, Som meno molle, Montini non ti fermare. Si sprinta sui cinquanta metri e lui carica, spinge, forza. “Quando c’hai Padella?” Emanuele risponde con un po’ di fiatone: “191”. E’ la frequenza cardiaca, indicata dal cardiofrequenzimetro. Roba da super atleti. Una cosa è certa: quest’anno il Benevento andrà di corsa. 

da Roma Franco Santo