Riccardo risolve problemi. Per due anni il suo coraggio e la sua generosità sono stati elementi imprescindibili del Benevento di Pippo Inzaghi. Presto, scommettiamo, diventerà la “coperta di Linus” anche di Fabio Caserta. Riccardo Improta è uno che non si risparmia: da sempre è questa una delle sue qualità migliori. Quest'anno nel disegno tattico del nuovo allenatore ha più possibilità di attaccare la profondità e di concludere a rete.
Il “tuttocampista” degli anni scorsi può lasciare il posto ad un esterno d'attacco “tout court” e iscriversi al club dei frombolieri giallorossi.
La firma in calce alla vittoria sull'Alessandria è bella e visibile: un'autorete procurata con forza fisica ed astuzia per andare a riprendere i “grigi” nel momento più difficile della gara, poi un diagonale di rara precisione che si è infilato nell'angolino della porta difesa da Pisseri, un sinistro chirurgico niente affatto banale per lui che è un destro naturale.
La corsa non gli ha mai fatto difetto, se vi aggiunge anche la precisione nel tiro potrebbe essere un autentico crak in questo campionato che sembra nascere tra tanti padroni, ma per ora accusa l'assenza di un vero e proprio tiranno. Il gol per lui non è mai stato uno sconosciuto: agli inizi nell'Atletico Puteolana, segnava reti a grappoli e ne ha realizzate tante pure in B nella Juve Stabia in cui giocava anche Caserta e nel Bari. Gli antichi amori, si sa, non si dimenticano mai e il gol per Riccardino da Pozzuoli è più di un affare di cuore. Così a fine partita ha sottolineato che lui e la squadra hanno superato il brutto momento della retrocessione e guardano avanti. Eccola un'altra sua qualità: essersi subito calato nel nuovo campionato, senza nostalgie e con tanto entusiasmo. Nel rimpianto del passato c'è tanta paura del futuro. Riccardo non ne ha.