Avellino

Anche l’Irpinia è pronta a fare la sua parte per affrontare l’emergenza umanitaria in Afghanistan. Sono già diversi i sindaci di numerosi comuni che hanno dato la propria disponibilità per accogliere i primi profughi in fuga dai talebani. Si muovono le comunità di Sant’Angelo dei Lombardi, Conza della Campania, Bisaccia, Sant’Angelo a Scala ma non solo. Dopo gli accordi tra Anci, Ministero e Prefettura sono molti i sindaci che stanno provvedendo a dare la propria disponibilità per accogliere i rifugiati e richiedenti asilo.

L'Anci ha da subito proposto una collaborazione ai ministeri dell'Interno e della Difesa per assicurare il supporto dei Comuni alle operazioni di accoglienza delle famiglie afghane, che in questo momento sono gestite a livello nazionale. Si monitora la rete di strutture, nell'ambito del progetto Sprar in Irpinia, oggi Sai, con alcuni posti che sono destinati, per la legge 141 del 2014, proprio ai cittadini afghani, che può essere estesa e rimodulata secondo le necessità. I sindaci sono pronti ma ricordano l’importanza di evitare concentrazioni in poche zone così da non creare tensioni sociali sui territori e favorire l'integrazione. Dall’intendenza di Governo di Corso Vittorio Emanuele ad Avellino sono partite le richieste per tutti i comuni irpini perché i sindaci rintraccino strutture utili in ogni comune da destinare all’accoglienza dei profughi afghani. Non solo i comuni sede degli Sai potranno rispondere alla chiamata, ma tutte le amministrazioni locali. A Sant’Angelo dei Lombardi il sindaco Marco Marandino ha calcolato che sono disponibili 20 posti da destinare ai rifugiati. “Dobbiamo dare risposte concrete e tempestive - spiega il sindaco Marandino -“. Il sindaco del comune altirpino ribadisce l'impegno dei Comuni a fare la propria parte dinanzi alla crisi umanitaria dei profughi afghani, ma indica anche un percorso. Una strada da seguire per realizzare un vero e proprio modello di integrazione che ancora una volta vedrà in prima linea i sindaci. “Siamo subito scesi in campo - spiega -. Abbiamo sentito gli altri sindaci della rete Sprar innanzitutto per fare sul punto. Non abbiamo esitato nel mettere a disposizione ogni posto possibile per dare accoglienza, in perfetta sintonia con il senso di civiltà e democrazia del nostro Paese”.

“Non c'è accoglienza senza integrazione. Per far si che questo avvenga l'accoglienza deve essere diffusa”, commenta Marcello Arminio sindaco di Bisaccia che precisa: “Ogni sindaco deve fare la sua parte, ogni amministrazione deve garantire soluzioni così da distribuire gli arrivi, senza congestionare alcune comunità a discapito delle altre. L’emergenza umanitaria va risolta con soluzioni concrete e ben calibrate”.

Dal canto suo il sindaco di Sant’Angelo a Scala, Carmine De Fazio, ha subito rintracciato posti utili da mettere a disposizione. “In tutto possiamo dare accoglienza a 6/7 persone. Nel nostro centro - spiega De Fazio - sono disponibili 36 posti, di quesi 30 sono occupati. In caso di emergenza umanitaria possiamo accogliere fino a 37. Questi per ora i posti utili nel nostro comune, ma invito i miei colleghi ad adoperarsi subito per dare un contributo in questa tragica emergenza umanitaria”. A Conza della Campania il primo cittadino Luigi Ciccone ha già individuato una struttura utile. Si tratta del fabbricato di via Ronza, che potrebbe accogliere fino a 4 persone. “Un piccolo aiuto che potrà comunque salvare vite, aiutare persone – spiega Ciccone -”.  

Ma nel capoluogo il consigliere di opposizione Francesco Iandolo del gruppo “Avellino prende parte” sollecita il sindaco di Avellino a recitare un ruolo da protagonista. “Senza dimenticare che serve sorveglianza per evitare che privati speculino sull'accoglienza in questo delicato momento di emergenza umanitaria. Le amministrazioni comunali dovranno vigilare – conclude Iandolo”

Conti alla mano sono circa 90 i cittadini afgani che in una prima fase, i profughi saranno sistemati in alcuni locali del Covid Hospital dell'Ospedale del Mare dove dovranno effettuare i 10 giorni di quarantena in virtù dei protocolli anti covid.