Avellino

Una protesta lampo, ma è bastata per riportare l'attenzione, anzi un po' di luce, sul destino della Piscina Comunale di Avellino. Mentre in tutte le città riaprono palestre e centri sportivi, nel capoluogo irpino resta chiusa l'unica struttura al centro in grado di offrire spazi adeguati e attrezzati per lo sport, il nuoto, la danza e tutte le discipline che nel tempo hanno trovato posto in via De Gasperi fino al giorno della sua chiusura definitiva, più di un anno fa.

Qualcuno, a testimoniare la propria delusione, ieri ha piazzato dei lumini votivi davanti all'ingresso (prontamente rimossi). Nessuna scritta, nessuna rivendicazione, una protesta anonima che però non è passata inosservata. Un modo per richiamare l'amministrazione comunale. Tornato in possesso della struttura dopo le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto la società legata al gruppo Cesaro, il Comune ha provato già, in piena emergenza sanitaria, a pubblicare un primo bando per riaffidare in gestione la struttura. Non si è riusciti a trovare acquirenti definitivi. Ora bisogna pubblicare una nuova gara.

L'assessore al patrimonio Luongo aveva assicurato che il bando sarebbe stato pubblicato prima della fine di agosto, al massimo per gli inizi di settembre. Dunque ci siamo. La struttura è in buone condizioni complessive, assicurano dall'ente, anche se dopo gli ultimi sopralluoghi è emersa la necessità di attuare interventi edili per porre rimedio ai danni di infiltrazioni d’acqua e umidità, oltre che una verifica di impianti ed attrezzature. Costi di riparazione che andranno in capo al futuro gestore, nel prezzo di base d’asta che il Comune sta quantificando. Nel 2019 l'ex commissario Priolo definì in 300mila euro di canone annuo il costo per l'affidamento della Polisportiva, ma è chiaro che oggi le condizioni sono cambiate e quella cifra probabilmente subirà una sensibile riduzione.