Salerno

Ancora a lavoro i volontari di “Tartarughe Marine in Campania” sui litorali salernitani. In questi giorni si procede con le schiuse. Sulla pagina Facebook dell'Associazione i volontari hanno spiegato in un post le loro attività di queste ore.

“Dopo due notti di stasi, cioè notti in cui non è nata nessuna tartaruga, si può procedere all' apertura del nido – precisano i volontari - si recuperano i gusci e si conta la corrispondenza con le tartarughe nate. Si mettono al sicuro eventuali piccoli ancora vivi, se ci sono pipping, cioè uova schiuse ma da cui il piccolo non è ancora uscito del tutto, si adagia il piccolo con tutto il guscio in un contenitore isotermico con sabbia umida, e si tiene al buio e al fresco fin che il piccolo non esce da solo dal guscio. Se ci sono piccoli morti, si procede ad una biopsia per esami genetici, se ci sono uova non schiuse, vengono aperte e viene valutato lo stadio di sviluppo. Cioè il momento in cui si è arrestato lo sviluppo embrionale. 

Dopo l' apertura gusci e resti vengono riseppelliti nel nido originario e ricoperti, affinché i processi di decomposizione seguano il loro corso naturale”.