Resta in carcere, come chiesto dal sostituto procuratore Assunta Tillo, Nicola C. 36 anni, che domenica sera gli agenti del commissariato di Telese avevano sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per tentato omicidio e sequestro dell’ex moglie. L’ha deciso, al termine dell’udienza di convalida, il gip Roberto Melone, dinanzi al quale l’uomo, assistito dall’avvocato Giuseppe Maturo, è comparso in tarda mattinata, fornendo la sua versione dei fatti.
Di origini napoletane, attualmente senza un’occupazione, l’indagato, che abita a San Salvatore Telesino dopo la fine del matrimonio, dal quale sono nati tre bambini, era finito in carcere per un episodio iniziato a Faicchio e terminato a Maddaloni. Scandito – secondo la ricostruzione degli inquirenti - dalle botte all’ex consorte, che l’aveva scoperto nel suo appartamento di Faicchio . Era sotto il letto, si era addormentato attendendo che lei rientrasse dal lavoro di cameriera.
La donna era stata colpita e ferita con una bottiglia di vetro, poi trascinata in auto. E costretta, sotto la minaccia della lama di una forbice puntata alla gola, ad un lungo giro: prima a Telese, dove le sue urla avevano richiamato nei pressi di una cornetteria l’attenzione di un amico comune che li aveva seguiti; infine, a Maddaloni, dove la malcapitata era stata liberata. Per lei una prognosi di venti giorni.
Enzo Spiezia