Avellino

Nessun processo per Sabino Morano, ex candidato sindaco della Lega ad Avellino finito al centro di una inchiesta della Dda di Napoli che ha visto coinvolti personaggi legati alla criminalità organizzata, imprenditori e personaggi politici. Il gup del tribunale di Napoli Carlo Bardari, ieri mattina, nell'aula bunker del tribiunale di Napoli, ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dagli avvocati Alessandro Diddi ed Elisabetta Cucciniello, e ha emesso sentenza di non luogo a procedere per il leader della lega irpina perché il fatto non sussiste. Per Morano è venuto a cadere il capo b, quello del "voto di scambio politico-mafioso". Stesso discorso per gli altri indagati, i fratelli Nicola e Pasquale Galdieri e per Damiano Genovese.

Anche per loro cade l'accusa più grave, ma vengono rinviati comunque a giudizio, per altri capi di imputazione, insieme agli altri 21 indagati nel processo clan Partenio 2.0 del filone “Aste Ok”. Soddisfatta la difesa di Morano: “Siamo sempre stati convinti dell’infondatezza dell’accusa e questa vittoria ne è la dimostrazione” ha dichiarato l’avvocato Diddi dopo aver ricevuto la notizia del proscioglimento del suo assistito. Secondo l’avvocato Cucciniello “sin da subito è stato sostenuta la totale estraneità di Morano, rispetto a tutti i fatti a lui contestati ed oggi abbiamo restituito al nostro assistito la fiducia nella Giustizia che aveva perso”. Per tutti il processo comincerà il 15 novembre.