Salerno

Estorsione al cantiere di Piazza della Libertà, i testi dell’accusa dovranno riconoscere i fratelli Antonio e Stefano Palatucci in aula. Si è tenuta ieri presso la seconda sezione penale del tribunale di Salerno (presidente Siani, a latere Cantillo e Trivelli) una nuova udienza del processo che vede implicati i due salernitani della zona orientale, accusati di tentata estorsione con metodo mafioso. I difensori dei Palatucci, Francesco Dambrosio e Antonietta Cennamo, avevano richiesto la ricognizione personale da parte degli accusatori: i giudici, nell’udienza di ieri, hanno sciolto le riserve, accogliendo la proposta dei due avvocati. Adesso, dunque, i testi che avrebbero riconosciuto i Palatucci attraverso le foto segnaletiche dovranno fare lo stesso anche in aula davanti ai giudici. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due salernitani, nel maggio di cinque anni fa, avvicinarono gli imprenditori Armando Esposito e Gilberto Belcore, della Esa costruzioni, nel cantiere di piazza della Libertà, la nascente agorà che sorge ai piedi del Crescent i cui lavori sono avviati da anni. 

A far scattare l’inchiesta giudiziaria fu la denuncia di Esposito e Belcore. Esposito si rivolse ai carabinieri raccontando che per tre giorni due giovani si erano aggirati nel cantiere e che nella seconda occasione avevano avvicinato il geometra Belcore con fare minaccioso. Quest’ultimo confermò: «Credevo che si trattasse di persone in cerca lavoro, poi ho capito che erano due “poco di buono” e ho cercato di allontanarmi ma sono stato costretto a recarmi in ufficio con loro. Qui uno ha esordito dicendo “Noi siamo i compagni di Salerno”, e quando io ho mostrato di non capire ha ribadito “Ma come, noi siamo i compagni di Salerno. Rivolgetevi a quelli di Nocera, perché loro sanno dove devono venire”, e subito dopo si sono allontanati». Frasi che per gli inquirenti aprono uno scenario inquietante «sottintendendo – si legge nell’ordinanza cautelare – una rete criminale ramificata». Adesso ci sarà il riconoscimento in aula davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno, che si terrà nella prossima udienza in programma il 9 settembre.

 

Redazione