Benevento

Non ci sono precedenti tra Benevento e Tuttocuoio. L’unico punto in comune, al momento, risulta essere Francesco Colombini, esterno di difesa che in carriera ha vestito entrambe le maglie. Nel Sannio è arrivato a un passo dalla serie B nella stagione 2008/09, ma alla fine fu il Crotone a spuntarla nella finalissima che si disputò il 21 giugno. A Ponte a Egola, invece, ha militato nella vecchia Seconda Divisione due campionati fa. Quel torneo fu storico per la compagine toscana, dato che dopo aver vinto la finale play out contro l’Arzanese riuscì a guadagnarsi la permanenza tra i professionisti staccando il biglietto per la Lega Pro unica. Lo scorso anno Colombini ha giocato con il Poggibonsi in serie D. Al momento è svincolato e lo abbiamo contattato per farci presentare la sua ex squadra che, come noto, affronterà il Benevento nella prima gara di Tim Cup in programma il prossimo due agosto:

“E’ una piccola realtà che si sta confermando a livello professionistico. La società è solida e ha formato una vera e propria famiglia che non fa mai il passo più lungo della gamba. Nel loro piccolo cercano di ottenere il meglio. Della rosa attuale conosco molto bene il capitano Colombo. E’ un calciatore che può fare la differenza in qualsiasi momento. E’ l’anima della squadra e l’ha dimostrato in questi anni”.

Successivamente è passato a parlare dell’esperienza vissuta con i toscani:

“Nella stagione 2013/14 facemmo una grande impresa. Riuscire a salvarsi in un girone come quello del sud, con nove retrocessioni in D, è stato incredibile. Abbiamo dato il via a una piccola realtà che si è confermata tra i professionisti, dimostrandolo con la qualificazione alla Tim Cup”.

Ha chiuso nell’esprimere una considerazione sul Benevento:

“E’ una grande realtà che in questi anni non è riuscita ad andare in B per varie circostanze. Ho saputo anche delle dimissioni di Vigorito. A essere sincero mi è dispiaciuto perché tutto quello che è stato costruito a Benevento è merito suo. La nuova proprietà ha ereditato un progetto importante, al quale manca solo la serie B che la piazza merità più di chiunque altro”. 

Ivan Calabrese