Caronte prende esempio da don Gaetano e concede mezza giornata di respiro. La mattinata calda lascia il posto ad un pomeriggio tiepido, un po’ nuvolo, sicuramente più fresco. Se ne giovano i giallorossi che possono lavorare senza l’opprimente calura di questi giorni. E’ pomeriggio di lezioni tattiche, Auteri divide il gruppo in due per far modo di studiare bene i movimenti della fase offensiva. Si inizia con Piscitelli tra i pali e davanti a lui Mattera, Porcaro e Mucciante. Esterni Melara e Mazzarani. Questa è la linea difensiva che deve ostacolare le azioni del centrocampo e dell’attacco, schierati così: Agyei, De Falco, Vitiello e Tazza con Mazzeo, Cissè e Cruciani in avanti. Si provano movimenti su movimenti, l’aggiramento della difesa per arrivare al passaggio filtrante e al gol. Qualche volta ci si riesce, qualche altra no. E Auteri con pazienza si rimette a spiegare il movimento giusto da fare.
Seconda fase di lezioni tattiche. Entrano in gioco gli altri. Gori tra i pali, difesa formata da Padella, Lucioni e Bonifazi, esterni Pezzi e Som. Il centrocampo è formato da Joof, Marano, Del Pinto e Doninelli, attacco con Montini, Marotta e Campagnacci. Si ripete l’esercitazione del primo gruppo, si attacca provando ad aggirare la difesa e a far gol.
Quando finiscono le lezioni di tattica si comincia con la razione fisica. E anche qui non si scherza. “Abbiamo fatto due allenamenti in uno, recuperando subito il riposo di stamattina”, dice uno dei giallorossi affaticato alla fine. Si comincia con le ripetute: soprattutto si inizia con una corsa che deve essere incrementata strada facendo. “Iniziamo all’80 per cento, poi si aumenta”, indica don Gaetano. I beep beep dei cardiofrequenzimetri vanno a mille, i muscoli cardiaci a tutta. E’ il momento di maggior pressione, si viaggia a velocità sostenuta. Quando Auteri dice che può bastare c’è un sospiro di sollievo collettivo. Il sole non c’è più, il ponentino rinfresca quanto basta. Ma i muscoli sono indolenziti per il gran lavoro. Per fortuna c’è la piscina che può dare un po’ di refrigerio. Un tuffo lo fa anche don Gaetano che scherza con i suoi allievi. Perché in fondo lui non è affatto Caronte.
da Roma Franco Santo