La partita che non t’aspetti, nell’ora più calda, proprio quando Caronte allunga le sue lingue di fuoco e l’erba diventa calda come un letto di carboni ardenti. Sembra un supplizio, ma è tutto calcolato. Lo dice don Gaetano, quasi volesse esorcizzare la calura della mattinata: “Ora che fa più caldo voglio vedervi andare a duemila”. E i ragazzi vanno come schegge, senza mai tirarsi indietro. E’ la prova che stanno bene, che non gli fa paura nulla. E’ una prova per quanto si giocherà di mattina, viste le ultime abitudini di Lega Pro: “Bè, noi saremo pronti sempre, non solo la mattina”, ribatte Di Mauro, il preparatore atletico della squadra giallorossa. Il lavoro del Benevento è certosino, la giornata calda consiglia Auteri a cominciare presto. Sono le nove del mattino quando la truppa comincia la preparazione atletica con i balzi sulle basi elastiche. Si sta al fresco nel campo B, quello che usufruisce dell’ombra delle querce. Ma il refrigerio dura poco. Un’oretta di lavoro e si passa nell’assolatissimo campo A. Lì il caldo è insopportabile, bisogna essere super uomini per sopportare lo sforzo.
E così don Gaetano riduce leggermente l’ampiezza del campo (di una decina di metri) e comanda la partitella a due porte. 3-4-3 classico per entrambe le formazioni, anche se manca qualche interprete che ha trascorso mezza giornata di riposo attivo, come Mazzarani e Vitiello. Piscina anche per Montini e Bianco, che si aggregheranno al gruppo questo pomeriggio.
Ecco le due squadre schierate dal mister. In maglia bianca: Piscitelli; Padella, Porcaro, Mucciante; Tazza, Joof, Agyei, Pezzi; Marotta, Campagnacci, Mazzeo. Dall’altra parte in casacchina verde: Gori; Mattera, Lucioni, Bonifazi; Melara, De Falco, Del Pinto, Som; Marano, Cissè, Cruciani. Il comando è netto: “Ora che fa più caldo dovete andare a duemila”.
Le azioni si susseguono a ritmi frenetici, palla sulle fasce, inserimenti al centro, tutto a grande velocità. Si soffre, ma si va fino in fondo. C’è qualche bel gol, qualche giocata apprezzabile. Anche qualcosa che non gira al punto giusto e allora Auteri alza la voce. Ma poi si continua a pressare. E’ terribile, ma nessuno si tira indietro. Quando il mago di Floridia comanda la fine, c’è il solito sospiro di sollievo. Un po’ di piscina, poi a pranzo e il riposino in stanza. Prima di riprendere di nuovo nel pomeriggio.
da Roma Franco Santo