Materiale di risulta, fogliame, aiuole divelte: sono questi gli unici risultati visibili della pista ciclabile di viale Italia. Si dirà: altro che mobilità sostenibile, solo degrado e abbandono lungo il viale simbolo di Avellino e a nulla per ora è servita la diffida del prefetto Paola Spena.
“Manca un serio piano di mobilità, c'è solo tanta confusione che genera errori su errori – tuona il consigliere di opposizione Nicola Giordano - per il quale la pezza che vuole metterci Festa con la Zona 30 è peggiore del buco. “Una strada con un flusso importante come viale italia, viale di accesso alla città, difficilmente può sostenere una velocità ridotta a 30 km orari. Qui, per giunta, c'è un'impresa che reclama i danni che si è vista bloccare un cantiere senza un perchè dall'oggi al domani”.
Leonardo Festa, presidente FIAB AVellino, seppellisce l'ascia di guerra e chiede al Comune di lavorare insieme con un tavolo permanente richiesto all'assessore al ramo. Ma intanto il bike sharing è fermo da quasi due anni, da quando Festa, Nargi e Luongo inaugurarono la colonnina di via De Concilij con tanto di giro in bici. Oggi una mobilità alternativa servirebbe anche a risolvere il problema atavico dello smog.