Avellino

“Quella donna l’ho accolta in casa come mia amica, ma ha tradito la mia fiducia. Talmente avevo stima di lei che le ho permesso di aiutare mio padre nelle faccende di casa”. Sono le parole della figlia dell’anziano rimasto vittima di un furto di 40mila euro da parte di una donna rumena, fermata ieri pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino, di ritorno da una vacanza nel suo paese di origine. La signora finita agli arresti domiciliari, amica di lunga data della figlia del malcapitato, si era resa disponibile ad aiutare la stessa nel disbrigo di faccende domestiche che saltuariamente svolgeva in virtù della consolidata amicizia e della fiducia (mal riposta evidentemente) che intercorreva tra le parti. 

E cosi' la signora nel corso di un anno ha agito con estrema scaltrezza studiando i luoghi e le abitudini dell'anziano, approfittando di ogni momento propizio e delle condizioni fisiche della vittima, ultra ottantenne e con problemi fisici, sottraendo poco alla volta l'ingente somma di denaro dal luogo dove il pensionato l'aveva ben nascosta e custodita. “Sono caduta nello sconforto più totale, presa dalla rabbia, mi sono sentita tradita e oppressa da un senso di colpa fortissimo e devastante per aver aperto le porte di casa ad una persona che consideravo un’amica”. 

La figlia della vittima ha voluto esternare un sincero ringraziamento all’avvocato Cinzia Capone: "Grazie al suo prezioso contributo ed al suo scrupoloso impegno nel seguire l'iter di questa triste vicenda con solerzia e tempestività, affinché l'autrice del furto finisse nelle mani della giustizia ed ottenesse un'adeguata punizione ed al perito esperto di cui si è avvalsa, per asseverare le conversazioni e i messaggi telefonici conservati dalla vittima, l'ingegnere informatico che ha collaborato con il legale, Fabio Di Pietro, la richiesta della misura cautelare presentata alla Procura di Benevento è stata adottata. La Procura di Benevento è stata efficiente ed operosa. Un plauso va rivolto anche all’Arma dei Carabinieri ed in particolare alla stazione di Sant’Angelo all’Esca. “Nella fermezza di quei carabinieri e del nostro avvocato Cinzia Capone io e la mia famiglia abbiamo trovato la forza dello Stato”. Così conclude la vittima: “Giustizia è fatta! Siamo soddisfatti, oggi è un giorno buono”.