La prima pioggia nel ritiro di Roma, pomeriggio finalmente più fresco. Auteri caratterizza la giornata come quella delle partitine. Non ha mai insistito tanto, si vede che ci si avvicina lentamente al momento cruciale del calcio giocato. Una si gioca in mattinata col caldo atroce, l’ultima (forse) fiammata di Caronte: si gioca a duemila sotto i 40 gradi delle undici. Addirittura due nel pomeriggio. La prima a tutto campo, la seconda su metà estensione della superficie. Partite intense, lo special one non cerca ancora la precisione, predilige la velocità, anche se qualche pallone se ne va da qualche altra parte. Non si può dire che finora abbia provato una formazione base, ma le line guida sono state tracciate. 3-4-3 non si scappa: che dietro ci siano Porcaro, Lucioni e Mucciante o Mattera, Padella e Bonifazi. E’ inutile fare previsioni, la sintesi si farà più in là. Ecco le formazioni che ha schierato lo speciale one: Gori; Mattera, Padella, Bonifazi; Tazza, Vitiello, del Pinto, Mazzarani; Marano (Agyei), Cissè, Cruciani. Dall’altra parte Piscitelli; Porcaro, Lucioni, Mucciante; Melara, De Falco, Agyei (Marano), Pezzi; Marotta, Campagnacci, Mazzeo.
La difesa sembra a posto: sei uomini per tre posti, almeno quattro top players e due giovani di prospettive infinite, come il sannita Porcaro, che da Auteri ha solo da imparare, e come il torinista Bonifazi, uno che renderà la vita difficile ai cosiddetti “titolari”. C’è un po’ di affollamento a centrocampo, ce ne sono davvero tanti. Ma Auteri di questi tempi trova spazio a tutti. Tra l’altro per Marano e Cruciani si provano movimenti offensivi nuovi: centrocampisti con licenza di offendere. Marano ha potenza e tanta velocità, Cruciani si muove tra le linee come fosse un trequartista. Nel cosiddetto “casino organizzato” dello special one è facile trovare un posto sul campo, basta capire i movimenti giusti e non fare mai nulla che sia lasciato al caso. In avanti c’è bisogno di una riassettata. D’altro canto Auteri ha chiesto ancora un attaccante esterno. Davanti non bisogna dare punti di riferimento, tre punte che si muovano in continua azione e che siano in grado di muoversi prima in orizzontale e poi mettere il pallone in profondità per il compagno che si inserisce. Nessuno si meravigli se Campagnacci parte centrale e ai suoi fianchi giochino Marotta e Mazzeo. Al mago di Floridia va bene anche così, persino se si dovesse fare a meno di un centravanti classico. Ma se Cissè fa il lavoro che vuole il mister, allora ci sarà posto anche per lui. In attesa di quell’esterno che risponda alle caratteristiche che lui ha in mente.
Da Roma Franco Santo