Avellino

«Carmine è solo una vittima dell’aggressione, non ha offeso nessuno. Anzi ha cercato di mettere pace tra due persone e invece è finito a terra sotto i colpi di una pistola».  Sono i familiari di Carmine Peluso, il 43enne ricoverato all’ospedale Moscati di Avellino con il rischio di una paralisi, che chiedono che venga fatta giustizia. Vogliono anche che si faccia chiarezza sulla dinamica dei fatti.  «Si è detto dall’inizio che Carmine abbia un diverbio. Ma non è proprio così. Lui si è trovato a dividere due persone che stavano litigando animatamente. Si è intromesso per sedare una lite. E invece è stato aggredito violentemente e poi contro di lui sono stati sparati alcuni colpi di pistola».

La famiglia di Peluso spiega nei minimi particolari la sequenza dei fatti di quella domenica pomeriggio. Anche perché la violenza è avvenuta sotto i loro occhi.  Peluso, del resto, diversamente da come riportato in questi giorni, non abita a rione Valle, si trovava lì perché era andato insieme alla sua famiglia a fare visita da alcuni amici. Il 43enne, infatti, abita in via Di Pietro, a tutt’altra parte.

Ed anche il suo aggressore Aristide Malinconico arrestato dai carabinieri risiede a Monteforte Irpino. Così come l’altro giovane con il quale Malinconico stava litigando, abita a rione Parco. Insomma, rione Valle è stato solo teatro di un brutto episodio. Non esistono liti di condominio, né fra vicini di casa.  Secondo il racconto dei familiari, Carmine, detto “il topone”, è stato malmenato anche quando era a terra già ferito dal colpo di arma da fuoco.  Ma perché allora tutto questo accanimento contro di lui se non c’entrava nulla con quella lite? Domande che solo gli inquirenti potranno dare una risposta. Al momento sono al lavoro per cercare di ricostruire nei dettagli la dinamica e capire cosa c’è dietro a quella lite furibonda di domenica scorsa. 

Intanto, Carmine Peluso è ancora sotto osservazione all’ospedale Moscati di Avellino. I medici stanno monitorando la sua situazione quotidianamente. Carmine potrebbe rischiare anche la paralisi, ma i camici bianchi stanno facendo di tutto per potergli dare la possibilità di camminare nuovamente. Le sue condizioni non sono preoccupanti, ma la pallottola si è conficcata nella colonna vertebrale e i medici stanno attendendo che le sue condizioni di salute migliorino prima di tentare un intervento per poterla estrarre. Un intervento molto delicato che richiede del tempo.   

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Paola Iandolo