Benevento

“Per merito di Vetrone furono realizzate le due grandi strutture di lavorazione del tabacco a Benevento e San Giorgio del Sannio. Negli anni 60' a Dugenta allo stabilimento del consorzio Agrario lavorano novecento donne. Basterebbe questo per ricordarlo come uomo che ha lavorato e rappresentato l'agricoltura”. Roberto Costanzo, presidente della Fondazione 'Mario Vetrone' ricorda così il fondatore della Coldiretti in occasione del 40esimo anniversario della morte.

Nella chiesa di Santa Sofia la cerimonia eucaristica alla presenza degli esponenti locali, provinciali e nazionali dell'associazione di categoria con il direttore di Coldiretti Benevento, Gerardo Dell'Orto e il vicepresidente nazionale Gennarino Masiello. A presiedere la celebrazione don Nicola De Blasio, don Mario Iadanza e don Maurizio Sperandeo.

Tante le istituzioni presenti per ricordare l'uomo e il suo impegno per il territorio.

Ed il presidente della Fondazione dedicata alla sua memoria di aneddoti, ma soprattutto di successi ne' ha veramente tanti da ricordare a partire da “cosa ha significato la Coldiretti di Vetrone negli anni 50', 60' e 70' quando l'agricoltura fu trasformata. All'epoca le principali produzioni del Sannio, la viticoltura e la tabacchicoltura, fecero dell'agricoltura un soggetto primario in Campania ma anche in Europea, la viticoltura fu la prima in Campania a specializzarsi”.

E' un lungo elenco di impegni, di successi, di traguardi raggiunti per il Sannio, capaci di andare ben oltre i confini, di mostrare l'evoluzione di un settore tanto tradizionale quanto in grado di innovarsi ed innovare il proprio aspetto ma anche la sua struttura produttiva.

E ricordare il suo impegno oggi “è soprattutto una grande responsabilità – ha commentato il presidente Masiello – perché ha lasciato un'eredita importante, custodita nel tempo ma anche rilanciata. Io la sento questa responsabilità essendo anch'io oggi vicepresidente nazionale della Coldiretti e so bene quanto è stato importante il valore e il contributo del presidente Vetrone”.

E così ricordare Vetrone diventa anche l'occasione per raccontare un territorio fatto di uomini e donne del Sannio che hanno lavorato in questo territorio, un dipinto su tela di un paesaggio sì bucolico ma soprattutto fatto di sacrifici, di conquiste.

“Nella sua figura ricordiamo i tanti uomini e le tante donne che hanno dato lustro alla città di Benevento”, ha evidenziato don Nicola De Blasio, direttore della Caritas Diocesana che da bambino Vetrone l'ha conosciuto. Un periodo che ha fatto di “Benevento quel volano che consentiva alle classi più fragili e soprattutto delle zone interne di potersi sviluppare. Basta ricordare dei numeri: negli anni 50', 60 e 70 i nostri comuni avevano tanti bambini, era un'economia agricola che faceva in modo che le persone potessero restare qui”.