Il parere negativo (non vincolante) della Provincia di Benevento sul progetto di repowering dell'Ivpc nel Fortore ha riproposto il tema della burocrazia che spesso ostacola la transizione ecologica.
Un percorso avviato - ormai inevitabile - a livello globale che però deve fare i conti con resistenze, carte bollate e uffici che ignorano le lamentele che arrivano non solo dalle imprese, ma anche e soprattutto dai territori.
«Così s'impedisce la transizione ecologica - ha detto senza mezzi termini Francesca Ferro, direttore di Legambiente Campania -. C'è un problema di semplificazione e burocrazia che va affrontato, perché la transizione ecologica è un passaggio necessario. Senza dimenticare di coinvolgere le comunità locali, che devono partecipare alla decisione. A tal proposito, da tempo abbiamo chiesto alla Regione una legge in tal senso».
Ma al di là delle norme e dei codici, ancor più importante è la sensibilizzazione su un tema decisivo per il futuro del Paese: «Bisogna far capire a tutti gli Enti locali, alle Soprintendenze e quant'altro che bisogna superare gli ostacoli. Vale nel Sannio come in tutta Italia», ha aggiunto Ferro.
Intanto, la questione ha animato il dibattito politico sannita. Tecnicamente, il repowering altro non è che il ripotenziamento di un impianto esistente. Nel caso specifico, nel progetto Ivpc era prevista la rimozione di 33 vecchi aerogeneratori con 6 impianti di nuova generazione. Riducendo, di fatto, sia l'impatto ambientale che il consumo di suolo che è poi un'altra priorità importante.
Le comunità del Fortore non hanno nascosto il proprio disappunto per la decisione della Rocca dei Rettori, anche perché con i ristori dei parchi eolici si riescono a garantire servizi essenziali per la sopravvivenza dei territori.
A questo link il servizio di OttoChannel 696 con l'intervista al direttore di Legambiente Campania