Corsi e ricorsi. E se quella dell'Avellino fosse la trama di un film già visto? Spulciando l'album dei ricordi, la domanda è lecita. E sì perché quello che sta accadendo nel rapporto tra squadra e tifo organizzato non è, di certo, un inedito. Oltre le dinamiche interpersonali e la gestione dei rapporti fuori dal campo; oltre le parole, date e non mantenute, sono i risultati a spostare gli equilibri e ad alterare gli umori. Basta tirare un respiro e non lasciarsi assorbire dal clima avvelenato per ritrovarsi di fronte all'evidenza che la storia del calcio, non di meno all'ombra del Partenio, è piena zeppa di crisi, contestazioni, spaccature; ritrovate unioni di intenti e successi che nascono proprio grazie alle fratture più profonde, cementando nella difficoltà gruppi che imparano a esserlo davvero soffrendo insieme. Trovando la forza per venirne fuori da squadra. I fischi della Curva Sud e gli applausi della Tribuna Terminio hanno rappresentato l'epilogo della gara casalinga con la Virtus Francavilla regalando, paradossalmente, una sorta di benaugurate déjà vu.
Quale? Stagione 2006/2007, l'Avellino di Galderisi inizia il suo campionato battendo 2-0 il Gallipoli, poi viene travolto 5-2 a Ravenna nello scontro diretto con una delle altre grandi favorite alla vittoria finale dell'allora girone B. E via processi. Allora come ora. Mentre i Pugliese si dichiarano pronti a vendere la società, i tifosi chiedono la testa del tecnico, disertano lo stadio in occasione della sfida interna con il Manfredonia (puta caso biancoazzurro proprio come il Francavilla, seppur ieri in tenuta all red) mentre i biancoverdi vincono 3-0. I minuti finali sono surreali con l'ingresso dei supporter per applaudire, sì, ma gli avversari. Partita successiva. L'Avellino va in Puglia (come accadrà domenica prossima ad Andria). I lupi asfaltano 3-0 il Martina, ma il rapporto con i suppoter continua a essere teso e tendente al gelo. Ma partita dopo partita si scioglie l'iceberg del rancore grazie a 18 risultati utili consecutivi, con i poker nei derby (4-2 alla Juve Stabia, 4-0 alla Salernitana, 4-0 alla Cavese) che rappresentano il punto di ritorno. Un calore travolgente. Si torna a essere corpo unico. Il resto è storia: dal +6 sul Ravenna l'Avellino si ritrova ai playoff e l'esonero di Galderisi arriva dopo la sconfitta per 3-1 a Cava de' Tirreni, ma alla fine della fiera è Serie B, con buona pace delle coronarie col sinistro di Rivaldo e i gol su rigore di Biancolino (ora allenatore in tandem della Primavera con Iandolo) ed Evacuo.
Corsi e ricorsi. E, allora, sì: se davvero quella dell'Avellino fosse la trama di un film già visto? Magari tra un'altra decina di anni ci si ritroverà a commentarlo prendendosi un po' meno sul serio e con un'altra splendida storia da raccontare.