Sant'Agata de Goti

Annullata dal Riesame, che ha accolto il ricorso dell'avvocato Marcello D'Auria, l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip Gelsomina Palmieri, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino, a carico di Carmine Valentino, ex sindaco di Sant'Agata dei Goti, ed ex segretario provinciale del Pd, arrestato dalla Squadra mobile lo scorso 25 settembre. Dopo diciannove giorni agli arresti in casa, Valentino torna in libertà. Per lui le ipotesi di reato di tentata concussione, turbativa di gara e rivelazione di notizie coperte da segreto d'ufficio.

In particolare, l'ottava sezione - pochi minuti fa la decisione- ha annullato, per l'assenza dei gravi indizi di colpevoleza, i capi di accusa relativi alla tentata concussione e alla riveazione di notizie coperte da segreto d'ufficio, e, per la carenza delle esigenze cauitelari, quello riguardante la turbativa di gara.

"Sono molto soddisfatto dell'esito dell'udienza di questa mattina, il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza dei nostri argomenti", ha commentato, a caldo, l'avvocato D'Auria.

L'ACCUSA

Secondo gli inquirenti, nel novembre del 2017 l'allora primo cittadino avrebbe fatto pressioni sulla segretaria comunale, membro della commissione giudicatrice della procedura per l'affidamento  in concessione delle attività di supporto alla gestione e alla riscossione ordinaria delle entrate tributarie, nonché l’accertamento e la riscossione coattiva di Tarsu, Tares, Tari, Ici, Imu e Tasi  comunali ed altre entrate patrimoniali del Comune.

Obiettivo; fare in modo che la gara venisse aggiudicata alla Sogert - con sede a Grumo Nevano – alla quale sarebbe stato legato “in virtù di cointeressenze economiche e professionali che l'impresa aveva in quel momento con la 'Geset riscossioni', quest'ultima gestita e di proprietà” del cognato.

LA DIFESA

L'indagato aveva respinto ogni addebito durante l'interrogatorio di garanzia, quando aveva escluso di aver cercato di concutere la segretaria comunale, fornendo la sua spiegazione sul comportamento della dirigente che lo aveva accusato. Con lei, aveva sostenuto, i rapporti andavano avanti da nove anni, prima di incrinarsi, a suo, per le mancate rassicurazioni che Valentino non le avrebbe dato sul rinnovo dell'incarico nel 2019, con una nuova giunta. Da qui l'inizio di alcuni scontri, il primo dei quali, sulle aree Pip, si sarebbe consumato il 7 maggio del 2018, diciotto giorni prima dell'ingresso in Procura della segretaria, ascoltata come persona informata sui fatti.

NESSUNA MISURA PER IANNOTTA

Nella stessa giornata era stato interrogato anche Vincenzo Iannotta, comandante della polizia municipale saticulana, per il quale era stata respinta la richiesta di interdizione per due mesi dall'esercizio delle pubbliche funzioni avanzata dal Pm, per l'assenza dei gravi indizi di colpevolezza. Comparso dinanzi alla dottoressa Palmieri con l'avvocato Gennaro Iannotti , aveva offerto i chiarimenti sulla procedura seguita quando Valentino lo aveva nominato membro della commissione aggiudicatrice della gara – per lui, in concorso con l'ex primo cittadino, le ipotesi di reato di turbativa di gara e falso- dopo le dimissioni della segretaria.