Capaccio

"Marandino era una persona anziana con un passato con precedenti penali ma questo giustifica il fatto che da febbraio di quest’anno sia stato fatto morire nell’assoluta solitudine senza il conforto dei familiari presso l’ospedale Cardarelli di Napoli? La tutela della salute, della vita e dell’età avanzata sono prioritarie rispetto alle misure cautelari?". Sono le domande che si pone Samuele Ciambriello.

Il garante campano dei detenuti è intervenuto sulla morte dell'ex boss cutoliano, originario di Capaccio Paestum. "Io credo che è questa la domanda da porci. Non solo per umanità, che negli ultimi tempi pare sia diventata merce rara, ma anche per misurare l’efficienza e l’efficacia di un sistema penale e detentivo che rimuove ogni problema trincerandosi dietro a vincoli burocratici e un gioco a rimpiattino sulle diverse competenze (magistratura, sanità penitenziaria, periti di parte…). Da mesi, più volte interpellato dai familiari, ho seguito il caso di Giovanni in carcere e sono andato domenica scorsa a trovarlo al Cardarelli. Davanti a me un vecchio in fin di vita non in grado di intendere e volere", il quadro della situazione ricostruito da Ciambriello.

Che poi aggiunge: "Tra l’altro in cella a Poggioreale era recentemente caduto, spezzandosi il femore, ed subendo un'operazione. Non poteva nemmeno usufruire dell’ora d’aria e, considerate le sue patologie, gli era stato assegnato un piantone. Una persona anziana arrivata in carcere in autoambulanza ne esce nella bara. Questo è accanimento giudiziario", il duro j'accuse del garante.

I funerali di "Ninuccio" Marandino, inizialmente previsti per sabato a Capaccio, sono stati negati.