Dopo aver mosso un passo avanti guai a proseguire con la marcia del gambero. Ad Andria (domenica, ore 14,30) contro la Fidelis del neo-tecnico Ginestra, l'Avellino deve confermarsi per dare continuità al successo casalingo sulla Virtus Francavilla, all'alba di un nuovo tour de force da tre partite in otto giorni: mercoledì 20 ottobre, alle 21, i biancoverdi sfideranno al “Massimino” il Catania e la domenica successiva, il 24 ottobre, alle 14,30, si ritroveranno a tirare le somme, per capire se la crisi sarà superata con il conforto dei numeri, sfidando la Paganese al “Partenio-Lombardi”. Guai, però, a guardare più avanti della prossima partita.
Parola a Piero Braglia nell'antivigilia del match al “Degli Ulivi”: “La squadra ha lavorato bene. La Fidelis Andria ha cambiato in panchina? Le insidie di un avvicendamento in panchina, per chi affronta una squadra che lo ha appena operato, si conoscono. I calciatori hanno voglia di mettersi in mostra agli occhi della nuova guida tecnica, danno quel qualcosa in più. Dobbiamo essere pronti a metterci cattiveria contro una squadra che, come noi la scorsa settimana, vorrà vincere a ogni coso. Noi dobbiamo andare con le giuste motivazioni, fare la partita che dobbiamo mettendoci energia, determinazione e qualità. Siamo concentrati sulla gara di domenica. Una partita troppo importante, da non sbagliare. Mi auguro che venga interpretata come quella con la Virtus Francavilla. Mi aspetto una partita degna della maglia che indossiamo, dell'ambiente dove siamo, della società per cui giochiamo. I segnali sono positivi. Sono di una squadra che sta bene e che sta crescendo, il gruppo è compatto, grossi problemi non ne abbiamo avuti in settimana. Dobbiamo continuare così tenendo presente che abbiamo tre partite e qualche rotazione ci potrà essere. Piano piano anche i nuovi si stanno ritagliando gli spazi che meritano e tutti daranno una mano a questa squadra. Per mia filosofia ritengo che sarebbe stato ingiusto caricare i nuovi della responsabilità di risolvere le difficoltà che stavamo attraversando e dobbiamo metterci definitivamente alle spalle”.
Si va verso la conferma in blocco dell'undici iniziale scelto domenica scorsa: “Alleno un gruppo di 23-24 persone, chi dimostra di star bene gioca. Qui nessuno ha il posto assicurato. Gagliano? È un ragazzo di spessore, che sta crescendo e che può dare ancora tanto. Forse, paradossalmente, nel suo percorso di maturazione, quel gol realizzato alla Juventus con la maglia del Cagliari non gli ha fatto molto bene. Lo sto vedendo bene, sta meritando di giocare, continuerà a darci una mano. Aloi? Nessuno fa a posta a rendere meno o di più, il rendimento può flettere da una stagione all'altra. Alcune volte non si riesce a capire il perché di questi sbalzi di rendimento. Da Aloi mi aspetto molto, così come da tutti gli altri. In questo momento De Francesco sta facendo bene. Mi aspetto che continui così”.
Kanoute e Scognamiglio: “Ad Andria non saranno nemmeno in panchina. Non ho nessuna intenzione di rischiarli. Li manderà in campo solo quando lo staff medico mi darà il via libera per ridurre al massimo il pericolo di ricadute. Parliamo di problemi di carattere muscolare e con interessamento dei legamenti di una caviglia, bisogna fare massima attenzione, ma pure sperare che tutto fili per il verso giusto”.
Matera e Mastalli finora oggetti misteriosi: “Stanno bene. Mastalli non ha sbagliato un allenamento finora. Il problema è che non voglio abbassare troppo i centimetri degli undici in campo. Giocando a 4 dietro abbiamo già perso un saltatore e non vorrei abbassare la squadra ulteriormente”.
Operazione svolta: “Siamo a 3 punti del secondo posto, se diamo continuità ai risultati possiamo presto ritrovarci dove dobbiamo essere. Iniziamo dall'Andria, un campo difficile anche per le condizioni del rettangolo di gioco. Dobbiamo essere concentrati al massimo su questa partita, poi penseremo al Catania e alla Paganese”.