Nella capitale succede di incontrare vecchi amici che non incroci da anni. E’ così che vedi entrare nella struttura del Mancini un sorridente signore sui cinquant’anni, che saluta cordialmente Gigi Corino, che, da parte sua, ha seguito molti degli allenamenti di Auteri, e si siede nella tribunetta del campo centrale del Park Hotel. Non si fa neanche fatica a riconoscerlo, la fisionomia non è affatto cambiata: Luciano Orati è stato uno dei più forti centrocampisti che abbiano mai vestito la casacca giallorossa. “Che bei tempi – ricorda – con Gastone Bean, Liguori, Materazzi. Sono stato benissimo per quattro anni a Benevento, conquistando anche più di una volta il diritto a giocare in Coppa Italia con le grandi di serie A”. Ora vive vicino Tivoli e quando ha saputo che il Benevento era in ritiro nella capitale non se l’è fatto ripetere due volte a venire. “Voglio salutare anche il direttore Di Somma, è stato mio allenatore a Brindisi”. Richiesta esaudita: un grande abbraccio e l’evidente gioia di vedersi dopo anni di distacco. Assiste all’allenamento di Auteri: “Come sono cambiate le cose da quando giocavamo noi. Qui è tutto scientifico, ogni movimento provato e riprovato. Noi lasciavamo molto di più alla nostra fantasia”. Ha dei ricordi splendidi degli anni passati a Benevento: “Mi ricordo di Gaetano Allegretti e mi piacerebbe tanto salutare Enzo Bozzi, un carissimo amico”. Messaggio recapitato, ovviamente. Poi parla di questo Benevento che ci riprova per l’ennesima volta a riscrivere la storia: “Mi sembra che meriti di andare in B, speriamo che sia l’anno buono. Lo so, lo diciamo tutti ad ogni stagione. Ma una volta dovrà pur finire questa maledizione. E poi Auteri è proprio bravo, spero che riesca a centrare un obiettivo importante”. Sa di Ciciretti: “E’ un ottimo giocatore, ma so che ce ne sono tanti altri altrettanto bravi. Spero proprio che si possa raggiungere il traguardo che si insegue da anni”.
da Roma frasan