Benevento

La maledizione dello squalo. Sembra il titolo di un film, invece è solo l'estrema sintesi della storia di una partita di calcio, che sembra non voler mai riservare ad una delle due contendenti la benchè minima soffisfazione. Lo squalo in questione è il Crotone Calcio che ha per simbolo proprio il feroce predatore dei mari. La Strega per quanto faccia leva sulle sue virtù magiche poche volte è riuscita a ridurre questo avversario a mansueto rivale. Soprattutto nella sua tana, lo stadio Ezio Scida, che prende il nome da un calciatore crotonese degli anni quaranta, morto tragicamente in un incidente automobilistico. Da quel fortino, in 73 anni di storia di questa sfida, solo due volte il Benevento è uscito vincitore: in una sola occasione prevalendo sul campo, nella seconda ottenendo una vittoria a tavolino.

UNICA VITTORIA. 7 marzo '76: ecco la domenica dell'unica vittoria (sul campo) del Benevento all'Ezio Scida. Stagione storica che i tifosi più attempati ricordano ancora con un pizzico di nostalgia. Era solo serie C, ma quella squadra guidata dall'indimenticato Piero Santin valeva molto di più e aveva nelle sue fila autentici fuoriclasse, come il centravanti Nico Penzo, che poi sarebbe approdato al Verona, alla Juventus e al Napoli, o come il “rosso” Carlo Sartori, cresciuto calcisticamente al fianco di George Best nel Manchester United, o come i vari Roberto Ranzani, Paolo Franceschelli, Gianclaudio Iannucci. Quel giorno la maledizione si trasformò in slanci positivi: segnò subito Sartori all'8' del primo tempo con un'azione personale, ma i rossoblù di Morelli risposero all'ultimo minuto della frazione con una rete del bomber Messina. Il Benevento, pur privo nella ripresa di Penzo, uscito per infortunio e sostituito da Fichera, riuscirono a segnare di nuovo con Franceschelli (20') dopo un'azione da manuale, fallendo nel finale (37') persino un calcio di rigore sempre con l'ala grossetana. La vittoria proiettò il Benevento a 34 punti, al terzo posto alle spalle di Sorrento (37) e Lecce (35) e in città ci furono dei caroselli d'auto con festa finale in Piazza Risorgimento. In quel campionato, per la cronaca, il Benevento finì secondo alle spalle del Lecce, mancando d'un soffio la promozione in B.

A TAVOLINO. Storia del 23 ottobre del '77. La squadra giallorossa ha un tantino ridimensionato le sue ambizioni dopo la scomparsa del presidente Bocchino, ma rimane una formazione di tutto rispetto guidata dal barese Chricallo. Quel giorno allo Scida accade qualcosa che col calcio ha ben poco a che spartire. L'arrivo del pullman giallorosso allo stadio crotonese è fatto oggetto di un'aggressione da parte di una folla di sconsiderati che è lì ad aspettarlo. Borghese e Vecchie finscono all'ospedale e il risultato del campo che vede il Crotone vincere con una rete di Piras, viene ribaltato dal giudice sportivo in uno 0-2 a tavolino per responsabilità oggettiva.

SFIDA N.46. Quella di giovedì sarà la 46a sfida tra Crotone e Benevento e saranno passati ben 45 anni da quella vittoria sul campo del 76. Il numero delle sfide disputate finora è dispari per via dello spareggio di Lecce (valido per la promozione in C1) il 14 giugno del 98, vinto, neanche a dirlo, dai pitagorici (2-1). Negli ultimi anni in B e in A il trend non è cambiato: il Benevento è riuscito a vincere in casa l'ultima volta nell'anno dei record, 23 novembre 2019: 2-0 grazie ai gol di Viola e Improta. Ma il problema è sempre allo Scida, è lì che bisogna sfatare il tabù.