Napoli

Sarebbe stato escluso al momento qualsiasi intento di difesa. L’autotrasportarore 53enne, che ha ucciso i due studenti, resta in carcere. Lo ha deciso il Gip di Napoli, Carla Sarno, dopo due ore di interrogatorio al quale è l’imputato ha risposto confermando la sua iniziale versione.

Il gip non ha accolto la richiesta di convalida del fermo in quanto non ritenuto sussistente il pericolo di fuga, mentre ha accolto la richiesta della procura dell'applicazione della custodia in carcere in quanto «esiste il concreto e attuale pericolo che l'indagato, sebbene incensurato, commetta delitti della stessa specie». Secondo il gip la ricostruzione dei fatti denota «un'incontrollabile aggressività, nonché un'allarmante pervicacia nell'intento delittuoso». 

Secondo gli investigatori, il 53enne non avrebbe sparato 11 colpi solo al fine di intimidire e allontanare chi si era avvicinato alla sua abitazione «bensì ha mirato, da una posizione sopraelevata, di vantaggio, contro l'autovettura bianca che si stava velocemente allontanando dalla sua casa con i fari accesi e dunque ben visibile nel buio».

La direzione e il numero dei colpi sparati, si legge nell'ordinanza, «non lasciano in alcun modo ipotizzare una volontà difensiva del Palumbo», che tra l'altro viene qualificato come «abile tiratore», avvezzo all'uso delle armi in quanto cacciatore e titolare di regolare porto d'armi. Il 53enne quindi «ben avrebbe saputo come sparare a salve, se solo avesse avuto quell'intento».