Erano i giorni più infuocati di una lotta di popolo senza precedenti, che Ariano non dimentica a Cardito e al bivio di Villanova, l'operato del prefetto Costantino Ippolito, venuto a mancare a causa di un male incurabile fu determinante, a partire da quel tavolo infuocato con la vibrata protesta di Anselmo La Manna ad Avellino, quando l'ex Commissario Corrado Catenacci ordinò la riapertura della discarica di Difesa Grande. L'ex numero uno della Prefettura di Avellino operò con grande equilibrio, intelligenza e mediazione.
Ariano rispose con una mobilitazione generale, sigillando la città in entrata e uscita, fino a rispedire al mittente quei tir carichi di rifiuti. Non vi furono feriti ed incidenti gravi, la situazione non sfuggì mai di mano alle forze dell'ordine, le quali furono anche comprensive verso la popolazione a Cardito, a differenza di ciò che accadde poco dopo allo scalo di Montaguto Panni per la cava di contrada Ischia, a Savignano Irpino, nel 2008 per Pustarza, per non parlare di Grottaminarda dove alcuni manifestanti arianesi furono picchiati dai poliziotti dei repati mobili, di ritorno a Napoli. Un atto di violenza che venne allora giudicato inopportuno anche dai vertici della Polizia di Stato ma che fino ad oggi non è stato ancora punito. Uno degli agenti, dopo aver pestato Anselmo La Manna, lo ammanettò addirittura. Le immagini di quel grave atto di violenza fecero il giro delle tv nazionali a partire da Studio Aperto con un servizio dettagliato del collega Fabrizio Filippone. Gli ambientalisti arianesi su questa amara vicenda, stanno aspettando ancora giustizia, come promise all'epoca l'ex Questore di Avellino Antonio De Iesu: "Se i poliziotti hanno sbagliato, pagheranno." Ma il timore è che anche questa storia, come tante altre subite dagli arianesi, finirà per essere archiviata, aggiungendo al danno, l'ennesima beffa.
Gianni Vigoroso