Risuonano ancora forti le parole di Fabio Caserta: “In una settimana abbiamo vanificato il lavoro di due mesi”. Un terremoto, o giù di lì. Certamente qualcosa di inatteso, pur considerando le difficoltà emerse sempre nelle partite casalinghe. Ma chi si aspettava che in due consecutive sfide al Vigorito sarebbero arrivate altrettante sconfitte? Due partite in cui è andato tutto storto, con errori gratuiti dei singoli che hanno finito per ingigantire i problemi del collettivo, emersi per altro nella prima parte della stagione.
A uragano passato, è bene fermarsi a riflettere. Perchè l'emotività del momento porta quasi sempre a voler gettare via tutto, cose cattive e buone fatte finora.
Pochi ricordano che appena una settimana fa, prima della disgraziata sfida col Brescia, il Benevento era secondo in classifica a due punti dalla capolista Pisa. Aveva infilato otto risultati positivi di fila, ottenendo due vittorie nelle ultime due sfide contro Cosenza e Crotone. La casualità della sconfitta contro la squadra dell'ex Pippo Inzaghi nessuno potrà mai confutarla. Nella peggiore delle ipotesi si stava concretizzando uno zero a zero che non avrebbe lasciato grandi sorrisi sul volto della strega, ma avrebbe mantenuto almeno le posizioni di classifica intatte: secondo posto a quota 20, Brescia due punti sotto a 18. Lo “scippo” di Tramoni ha dato il primo scossone alla classifica della strega, uscita parecchio immusonita da quella sfida.
Contro il Frosinone è arrivato un piccolo disastro. Fare la conta degli errori sarebbe persino difficile, ma nessuno potrà mai negare che tutto sia nato da quello sciagurato intervento a gioco fermo di Kamil Glik. Non immaginiamo cosa sarebbe accaduto senza l'espulsione (le tesi si sono sprecate: “...avremmo perso ugualmente...”, “... avremmo vinto noi...”), ma quello che è certo è che si sarebbe giocata un altro tipo di partita.
Come nel gioco dell'Oca, il Benevento è dunque rimasto fermo per due giri ed è inevitabile che ne abbia pagato le conseguenze in classifica. Che tutti dicono di non guardare, ma che è comunque l'elemento di riferimento nell'andamento del campionato. A cinque punti dalla vetta si vede tutto in maniera differente, quando sarebbero bastati appena due pareggi in queste due sfide per rimanere agganciati alla prima piazza.
Ma non è certo già il momento dei rimpianti, piuttosto è il caso di trasformare questo momento no in una opportunità per provare a correggere qualche lacuna che si è evidenziata nel gioco. Questo ennesimo stop nel campionato a “spizzichi e bocconi” deve servire a Caserta a mettere un punto fermo su alcune situazioni che hanno suscitato più di un dubbio. In questa settimana non avrà i nazionali, ma potrà lavorare bene sull'assetto difensivo che per tre settimane dovrà fare a meno di Kamil Glik, e trovare qualche soluzione migliore a centrocampo rispetto a quelle intraviste nelle ultime settimane. Sarà una sosta importante che sfocerà in un altro esame duro all'Arena Garibaldi contro il Pisa rivelazione. E' lecito attendersi delle risposte convincenti.