La Federico II, poi la seconda università di Napoli e poi l’Orientale. E’ questo il podio degli atenei che in Campania hanno ricevuto, in proporzione, il minor numero di fondi da parte dello Stato. Va meglio, invece, per l’università di Salerno e soprattutto quella di Benevento.
Lo studio, elaborato da Il Sole 24 Ore, fa riferimento ad un arco temporale che va dal 2004 al 2015. Quello che viene fuori con chiarezza è che il Nord fa la parte del leone, raggiungendo il 42,2% delle risorse totali messe a disposizione. Centro e Sud devono accontentarsi del 28,9% ciascuno. Numeri che testimoniano una disparità evidente fra i territori. Dopo i tre atenei partenopei, al 30esimo posto della classifica nazionale c’è Salerno, che ha ottenuto poco più di 111 milioni di euro, con lo 0,5% in più rispetto allo scorso anno. Ma è il 10% in meno rispetto al 2008.
Nella seconda metà della classifica, e dunque con performance decisamente buone, figura invece l’Unisannio: per quest’anno incassati 20 milioni, il 2,2% in più rispetto allo scorso anno ma il 3,8% in meno se confrontati con il 2008. Al di là dei dati che riguardano le singole strutture, quello che preoccupa è che in 7 anni il fondo di finanziamento alle università statali ha registrato un decremento di poco inferiore al miliardo di euro. Ancora meglio fa la Napoli Parhenope, che porta a casa 36 milioni di euro (+7,1%).
Una classifica “al rovescio” che premia dunque gli atenei più piccoli della Regione. Capaci di intercettare maggiori risorse dallo Stato in un contesto di sostanziale arretramento.
Giovanbattista Lanzilli