Benevento

Nelle intenzioni era una buona iniziativa, nell'attuazione è stato qualcosa di davvero poco ortodosso. Soprattutto in tempi di Covid. Ci riferiamo all'organizzazione che la Questura di Vicenza ha riservato ai tifosi giallorossi: accoglienza all'uscita Vicenza Est, auto parcheggiate nel casello autostradale e bus navetta gratuito fino alla Curva Nord dello Stadio Menti. Detta così sarebbe cosa accettabile e persino plaudibile. Il rovescio della medaglia sta nella proporzione tra la capienza del bus navetta e il gruppo dei tifosi giallorossi, provenienti per lo più da località del Nord. Una sessantina più o meno, stipati senza ritegno nell'automezzo. Proprio nel giorno in cui in Veneto c'è stato un nuovo boom di contagi (2.656 positivi – con 14 morti -, che sommati ai già contagiati arriva ad un numero molto alto di 32.107 veneti in quarantena). Si capirà che l'assembramento è arrivato di conseguenza, che molti dei tifosi hanno fatto presente che sarebbero serviti almeno due automezzi per arrivare allo stadio e non rischiare di viaggiare per quasi 20 minuti uno addosso all'altro. Non c'è stato nulla da fare: il bus era uno solo e ci si è dovuti arrangiare. I mugugni si sono sprecati ed è davvero deprecabile che con tutto quello che si fa per combattere questa maledetta pandemia, si autorizzino simili iniziative. Ai tifosi giallorossi non è rimasto che abbassare la mascherina e fare di necessità virtù. La riflessione è scontata: i tifosi non sono cittadini di serie “Z”, spendono soldi, portano passione in giro per l'Italia e meritano rispetto. Ancora di più in un momento come questo così difficile dal punto di vista sanitario.

 

Nella foto il bus navetta che va pian piano riempiendosi all'area di parcheggio di Vicenza Est