Un viaggio senza più ritorno. Nella mente dei pochi sopravvissuti oggi affiorano ricordi devastanti. Esattamente due anni fa la vita di 40 persone è stata spezzata. Intere famiglie, figli, nipoti, nonni, madri e amici uniti nello stesso destino. Volati giù per 30 metri in un pullman che li aveva trasportati da Pozzuoli a Pietrelcina. Un viaggio religioso finito sul cavalcavia Acqualonga sull’autostrada A16, nel territorio di Monteforte Irpino.
Un precipizio divenuto simbolo di una strage. Un dramma che non conosce precedenti. Quaranta le persone che quella maledetta sera del 28 luglio 2013 non hanno più avuto un futuro. I pellegrini tutti provenienti da Pozzuoli erano sulla strada di ritorno. Ormai mancava meno di un'ora per arrivare a casa. Il bus giunto all'altezza del ponte Acqualonga, in un tratto leggermente in discesa, ha perso il controllo. L’autista del mezzo si è accorto di un guasto al sistema dei freni. Da qui la folle corsa verso il viadotto della morte. Lametta ha cercato in tutti i modi di fermare il pullman, ha anche tirato il freno a mano, ma oramai era una scheggia impazzita.
Dopo 800 metri, ha urtato prima delle auto che lo precedevano, ha sfondato il guard rail e poi è precipitato nel vuoto nel tratto autostradale tra Monteforte Irpino e Baiano. Fu una strage. Solo nove si salvarono. La scena più brutta che rimarrà impressa nella mente di chi quella sera ha potuto vivere i momenti dei soccorsi, è la lunghissima fila di bare posizionate una accanto all'altra. Fu una notte lunga.
Comincia una lunghissima e travagliata fase giudiziaria. Le famiglie delle vittime chiedono giustizia. Due i filoni seguiti, quello penale e quello civile. Nel processo che potrebbe aprirsi a settembre sono indagate 15 persone. Nel mirino ci sono le barriere di sicurezza che secondo la Procura non erano a norma. Dall’altro canto c’è il pullman e la sua scarsa manutenzione. Il pool di magistrati guidati da Cantelmo ha accertato che il mezzo viaggiava con una attestazione fasulla. Qualcuno lo aveva autorizzato a circolare nonostante non avesse mai effettuato la revisione.
Domenica 30 luglio il parroco don Antonio presso la chiesa di San Martino a Pozzuoli ricorderà durante l’omelia le vittime del gravissimo incidente, anche i bambini partecipanti ai laboratori di creatività daranno il loro contributo con la lettura di frasi e di pensieri. Sarà invitato il sindaco di Pozzuoli e i parenti delle vittime per esprimere solidarietà e vicinanza.
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Paola Iandolo