Benevento

Una due giorni nel weekend che precede il Natale per mettere in mostra le eccellenze di Molinara. “Natale al borgo” ha preso il via oggi con l'intento di valorizzare beni culturali, storici, artistici e paesaggistici. L'evento ha preso il via con un importante momento di confronto.

Spopolamento, servizi, sviluppo, energie rinnovabili sono stati i temi del convegno, ospitato a Palazzo Ionni, sul tema “Parte dai borghi antichi il rilancio dei nostri paesi – Non più territori di attraversamento ma territori da insediare”. “La valorizzazione delle tante ricchezze dei piccoli comuni delle aree interne sono il punto da cui ripartire – ha esordito il sindaco Giuseppe Addabbo - Molinara ha un patrimonio culturale, monumentale, enogastronomico ricchissimo. E ha tutte le carte che occorrono per riscrivere una storia e dire basta allo spopolamento”.

Il primo cittadino parte dal fenomeno che, negli anni, ha destabilizzato il Fortore. “Basta guardare chi va via, dobbiamo ricominciare a costruire qui. In sinergia con le istituzioni, e con altri comuni”.
Una traccia che si dipana dal vecchio cuore del paese. “Il borgo antico è al centro del bando che sarà emanato tra qualche settimana, a gennaio – ci dice ancora Addabbo – e mira a ripopolarlo con attività commerciali e artigianali, la creazione di bed and breakfast ma anche percorsi naturalistici a valle del borgo. Inoltre ho presentato uno studio di fattibilità per realizzare un ponte tibetano”.

E più in generale “Negli ultimi mesi abbiamo affittato ben otto capannoni ad imprese industriali attirando anche imprese che non sono di Molinara. La struttura della fondazione Attilio Emanuele è stata rilanciata e abbiamo una casa di riposo che ha ben 32 ospiti. Tra qualche settimana, inoltre, accoglieremo un centro medico che si trasferisce da San Marco a Molinara. In dieci anni abbiamo fatto tanto”.

E riguardo all'opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza “Dobbiamo essere pronti ad intercettare fondi ma non ci servono finanziamenti a pioggia. Dobbiamo preferire una visione che sia condivisa con più comuni e puntare sui grandi temi e servizi: la sanità, le politiche sociali, il dissesto idrogeologico. Occorre capitalizzare ancor di più le ricchezze come il vento: l'industria eolica è la più redditizia nella nostra provincia, quella che crea occupazione. Dobbiamo lavorare perchè il Fortore diventi distretto energetico”.

Un tema rilanciato anche da Roberto Costanzo, presidente della Fondazione Mario Vetrone. “E' ormai chiaramente dimostrato – ha detto Costanzo – che salviamo il mondo e la vita umana se riusciamo a contenere l'utilizzo di fonti energetiche tradizionali come il carbone preferendo la produzione e l'utilizzo di energie rinnovabili. Questa zona produce il 10 per cento dell'energia eolica d'Italia, praticamente il doppio dell'energia elettrica che il Sannio consuma. Dati che dovrebbero chiarire al mondo politico quanto sia fondamentale il problema delle rinnovabili”.

All'appuntamento anche il deputato del Movimento Cinque Stelle, Pasquale Maglione: “La pandemia ha dimostrato quanto le aree interne siano una risorsa e avviare discussioni tra diversi livelli istituzionali, anche in vista delle risorse del Pnrr, è importantissimo. E' da qui che occorre partire per raggiungere gli obiettivi”.

“Il Sannio – ha invece evidenziato il consigliere regionale Mino Mortaruolo – ha indici drammatici per quel che riguarda lo spopolamento giovanile, la disoccupazione, le attività produttive. E sono ancora tante, purtroppo, le difficoltà della ripresa post covid. E' per questo che occorre immaginare risposte diverse, individuare dove investire per realizzare progetti più utili e condivisi”.