Storie di senza tetto o d’invisibili. L’ennesima, con i protagonisti che loro malgrado non riescono mai ad integrarsi con la città. Difficile riuscire a mitigare i differenti comportamenti di vita. Ed ecco che dopo i residenti di piazza Matteo Luciani hanno protestato anche quelli di piazza Casalbore, nel cuore della città alta, ad un tiro di schioppo dallo storico Vestuti. Ora, invece, vaga da sola nuovamente nel quartiere Porto. Ma la protesta resta sempre uguale, con attore principale una donna salernitana, tra l’altro nota, che, senza fissa dimora, usa panchine e pensiline del Cstp per riposare la notte. Non solo, con la signora che, incurante dei passanti, usa con le infrastrutture delle piazze che visita anche per espletare i normali bisogni fisiologici.
La rivolta prima in piazza Luciani, con i residenti ad affiggere biglietti fai da te per avvertire del pericolo di carenza igienica sulle panchine. “S’informano i signori viaggiatori che questa panchina viene occupata di notte da una persona senza fissa dimora che la utilizza anche per soddisfare tutti i suoi bisogni fisiologici rendendola igienicamente inagibile. – si leggeva nell’avviso - Si raccomanda di non sedersi per evitare di contrarre infezioni”. Differente, invece, la situazione in piazza Casalbore, con Letizia, questo il suo nome, che era diventata presenza fissa da sabato scorso, con i residenti a guardarla, forse anche infastiditi. Ieri, l’intervento degli uomini di Salerno Pulita e della Socofasa, chiamati a rimuovere non solo le deiezioni canine ma anche umane, con le stesse che erano visibili già da qualche giorno. E anche parte del bagaglio della signora e, in particolare, un piccolo trolley di colore viola che era stato lasciato nella piazza già da lunedì. La sua presenza era stata subito notata, anche se Letizia era stata avvistata pure a piazza San Francesco. Sempre in compagnia dei due trolley colorati ed un capiente borsone in plastica dove teneva raccolti tutti i suoi averi.
La storia di Letizia è particolarmente conosciuta dagli abitanti del rione Carmine. Triste e con risvolti drammatici, con il black out che sarebbe arrivato tre anni fa, proprio di questi tempi. Madre di una vittima della strada del sabato sera anche se per motivi differenti. Il figlio, infatti, era un parcheggiatore abusivo che il venerdì sera frequentava le strade della litoranea dove pullulano le discoteche. Non per frequentarle, però, ma per guadagnare qualche spicciolo dai giovani in cerca di un parcheggio. Secondo le cronache dell’epoca, l’impatto con l’auto, una Fiat Panda di colore grigio guidata da una donna che si dirigeva verso Salerno, fu così violento che Salvatore, così si chiamava il ragazzo, fu sbalzato sull’auto prima di cadere sull’asfalto. Un volo che gli provocò traumi molto gravi agli organi interni e soprattutto alla testa, con i sanitari del Ruggi che giudicarono subito difficili le sue condizioni. Un aggravamento continuo fino ad arrivare alla morte qualche giorno dopo.
Tutto tre anni fa, con la luce che si spense anche per la madre, sul cui figlio contava per sbarcare il lunario. Perché proprio quel ragazzo 24enne era l’ancora di salvezza di una famiglia, colui che qualche spicciolo portava a casa, che sarebbe stato importante per sbarcare il lunario. Da allora tutto è cambiato per la madre che, pur vantando di avere una propria famiglia, ha staccato la spina col mondo, girovagando per Salerno in compagnia dei suoi trolley. Ogni tanto, riescono a fermarla, a portarla in qualche istituto. Roba di pochi giorni, con Letizia che riprende il suo cammino per Salerno. Girando per ambienti noti e da sola, magari cercando qualcuno che non c'è più.
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