Avellino

Altro che marijuana, il vero problema, la vera emergenza, riguarda altri stupefacenti, altre sostanze che sfuggono ai pur serrati controlli delle forze dell'ordine: le nuove droghe. Sintetiche o miste (come l'amnesia: marijuana con aggiunta di metadone o eroina e acido per le batterie). Lo spaccio è parcellizzato, poca merce, pochi clienti, ma molti venditori. Il che rende difficile individuare il filone: non basta più intercettare uno spacciatore per mettere in crisi il mercato. L'allarme è stato lanciato da molto, anche ad Avellino, Benevento e Salerno. Un esempio: si sa che il consumo di ketamina (sostanza una volta utilizzata per sedare i cavalli) è in costante ascesa da tempo. Eppure i sequestri in Irpinia sono ridotti al minimo. Discorso diverso per l'amnesia, un bel po' di sostanza è stata trovata nel Baianese (provenienza Napoli), ma è decisamente niente rispetto al consumo ipotizzato. Più noti i canali che alimentano i mercati della cocaina e dell'eroina (ritornata da poco in auge), gestiti direttamente da gente legata alla malavita organizzata. E che quindi si muove sui consueti canali di spaccio.

Ma per l'Mdma, quelle che una volta venivano definite le “pasticche del sabato sera”, la questione si complica ancora di più. Senza contare che qualcuno potrebbe anche immaginare di produrle da solo (e nessuno esclude che ciò accada), seguendo le “ricette” facilmente reperibili su molti siti internet. Basta trovare gli “ingredienti”, a volte acquistabili senza destare nessun sospetto o comunque rintracciabili nel mare magnum del web. Senza contare che anche i funghi allucinogeni possono essere oggi coltivati in qualsiasi cantina.

In dieci anni è cambiato tutto. E probabilmente il contrasto alla diffusione di queste droghe trova tutti impreparati. Dalle forze dell'ordine ai centri per la tossicodipendenza. E naturalmente alle famiglie.

Infatti carabinieri e polizia – che fanno al meglio il loro dovere – continuano a fermare giovani trovati in possesso di hashish o sorpresi a innaffiare piante di marijuana. Perché quei canali di produzione e diffusione di sostanze illegali sono riconoscibili e quindi facilmente perseguibili.

Ma quella è solo la parte più superficiale. Che copre un vasto uso di stupefacenti in continua evoluzione. Un esempio: quanti sono in grado di riconoscere la salvia divinorum (che pure può crescere nelle nostre zone), ed ha effetti ben più devastanti della marijuana (è uno dei più potenti allucinogeni in natura)? E come bloccare il traffico sul web di sostanze che non sono state ancora inserite nella lista delle droghe (che dovrebbe essere ormai aggiornata sempre più velocemente), ma che hanno effetti stupefacenti e soprattutto possono avere conseguenze gravi e portare alla dipendenza? Una fra tutte è il kratom, la sostanza che arriva dalla Thailandia e che ha effetti più potenti della canapa indiana.

E' la globalizzazione, anche delle droghe. E non possiamo lasciarci soprendere. E' già accaduto negli anni '70. Le conseguenze le stiamo ancora pagando.

elleti