Dieci anni di reclusione per Vincenzo Izzo, responsabile sicurezza della fabbrica di Borgo Ferrovia, Pasquale De Luca, anch’egli responsabile sicurezza, Aldo Serio, funzionario Ferrovie dello Stato, e Giovanni Notarangelo, funzionario Fs.
Dopo una camera di consiglio durata quasi 3 ore, nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, il giudice Sonia Matarazzo ha letto la sentenza di primo grado di uno dei procedimenti più importanti per la città di Avellino.
Dunque quattro dei 27 indagati sono stati condannati mentre sono stati assolti i dirigenti dell'Asl, i due ex primi cittadini Giuseppe Galasso e Paolo Foti e assessori e dirigenti della giunta Galasso del 2005. Comminati anche risarcimenti danni per i familiari delle vittime, associazioni, Inail, Comune di Avellino e sindacati.
Soddisfatti, ma soltanto a meta', per aver ottenuto il riconoscimento dei reati commessi nell'affidamento dei lavori e nella gestione della lavorazione, ma per i colleghi morti "e' una miseria". Le reazioni degli ex lavoratori e dei parenti delle vittime dell'Isochimica alla lettura della sentenza sono contrastanti.
"E' una decisione che puo' anche starci bene - spiega Carlo Sessa, che in Isochimica ha lavorato fin dall'apertura della fabbrica e che ha guidato la lotta per il riconoscimento del disastro ambientale e degli omicidi colposi - perche' le condanne dei funzionari delle Ferrovie e dei responsabili dell'Isochimica riconosce le nostre ragioni. Ma ci aspettavamo di piu'".
Delusa, amareggiata la moglie di un operaio morto alcuni anni fa, poco prima che cominciasse il processo con 27 imputati, 23 ora assolti. "Cinquantamila euro di risarcimento sono una miseria. Nessuno mi restituira' mio marito. Abbiamo chiesto giustizia - urla davanti ai cancelli Antonietta Tomeo - e questo ci e' stato dato.