Il caso San Matteo sbarca alla Santa Sede. Attraverso una petizione popolare via web da inviare direttamente a Papa Francesco. La città si divide, dunque, dopo la risposta dell’altra sera in Consiglio comunale. La fronda pro-Moretti di Salerno, dunque parte all’attacco in un singolare braccio di ferro in cui rischia di cadere l’intera comunità di Salerno.
Il via sul sito web “Change.org” con la petizione da firmare che sarebbe stata inviata, per conoscenza, anche all’arcivescovo Moretti. “Esprimiamo vicinanza e solidarietà al nostro pastore: l'arcivescovo Moretti. – si legge nella petizione ondine che al momento vanta una quindicina di sostenitori - Condividendo il documento dello svolgimento della processione di San Matteo. Lo svolgimento e le modalità della processione devono essere stabilite dalle autorità religiose in cui tutti ci riconosciamo, non da personaggi come i portatori d'asta che non conoscono le motivazioni di tipo teologico o da autorità politiche come il sindaco facente funzioni, che ingerisce in questioni che non gli competono. Tali modalità sono state spiegate in maniera dettagliata e minuziosa dal documento dall'arcivescovo metropolita di Salerno.
Alcune presunte tradizioni, come l'ingresso nel Comune di Salerno, nulla hanno a che fare con la religione. Inoltre non sono nemmeno una tradizione. Solo in tempi recenti, per un erronea interpretazione, la statua del santo è entrata in Comune. Per questo motivo ci appelliamo a vostra santità per un appello per scuotere le conoscenze di queste persone. Tutti preghiamo per una ritrovata unità della nostra comunità intorno al nostro pastore”.
Scattato, dunque, il conto alla rovescia per firmare la petizione da inviare a Roma. Lanciata intorno alle 9 di stamani, si contano già le condivisioni sui social network oltre che le sottoscrizioni. Il braccio di ferro per San Matteo è, ormai, in pieno svolgimento.
Redazione