Avellino

Una nuova udienza questa mattina per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone di illeciti che vede protagonista il Clan Partenio.

Indagine che ha portato all'imputazione di 22 persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa delle aste fallimentari presso il Tribunale di Avellino, alla tentata estorsione e all’intestazione fittizia di beni.

Tra questi, anche Pasquale Galdieri, detto O' milord, suo fratello Nicola e Damiano Genovese, accusati - ricordiamo - di aver alterato l'esito delle aste giudiziarie del Tribunale, alle volte sia promettendo agli esecutati di rientrare in possesso del proprio immobile in cambio di un corrispettivo in denaro, sia minacciando gli interessati ai beni di far andare deserte le procedure. 

Rigettate questa mattina le richieste avanzate dai legali della difesa alla scorsa udienza sull'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche, tranne che per Beniamino Pagano, giudicate utilizzabili a partire dall'aprile del 2018. 

In più, l'avvocato Gaetano Aufiero ha sollevato un'eccezione in merito all'attendibilità di alcuni testi che sono stati escussi nel corso delle precedenti udienze e che avrebbero compiuto dei reati in concorso con gli imputati di questo processo. 

Il Tribunale si è riservato, rinviando alla prossima udienza del 18 febbraio, data in cui verrà sciolta anche la riserva sui mezzi di prova ammessi.