Montesarchio

Sospeso per 12 mesi dall’esercizio dell’attività imprenditoriale. E' la misura disposta dal Gip, che ha ravvisato il pericolo di reiterazione del reato, nei confronti di Giuseppe Votino (avvocato Monica Marro) , 51 anni, di Montesarchio, indicato come il gestore di fatto di una società cooperativa sociale onlus di Cervinara impegnata nella raccolta e il trasporto dei rifiuti.

Per lui le ipotesi di reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, contestate rispetto a fatti che si sarebbero svolti a Cusano Mutri e Durazzano, in concorso con l'ingegnere Nicola Russo (avvocato Alberto Mignone), responsabile pro-tempore dell'Area tecnica dei due Comuni, indagato a piede libero.

L'indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale, era stata avviata dopo la denuncia di un imprenditore cusanese. Supportata dal contenuto delle intercettazioni di alcuni colloqui e dall'escussione di alcuni testimoni, avrebbe permesso di ricostruire - si legge in una nota del procuratore Aldo Policastro – che “dal 2013 e fino al 2019, mediante (presunti ndr) accordi collusivi con il pubblico agente ed in concorso con quest’ultimo”, sarebbe stato turbato “il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto degli atti di affidamento diretto e in proroga al fine di condizionare la modalità di scelta del contraente e favorire la Società cooperativa, legalmente rappresentata dalla cognata ma gestita di fatto dall’indagato, per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti differenziati (carta, cartone, vetro e plastica e fitto cassoni a tenuta) del Comune di Durazzano”, per l’importo complessivo di 605mila euro, “così eludendo il rispetto di una regolare procedura concorrenziale”.

Le stesse modalità sarebbero state adoperate per l’affidamento del servizio di raccolta (porta a porta), trasporto rifiuti, conferimento (e relativo pagamento) presso impianti autorizzati e gestione isola ecologica nel territorio del Comune di Cusano Mutri”, dal 04.01.2016 al 08.08.2019”, per un importo complessivo di 1 milione e 200mila euro.

Secondo gli inquirenti, “il pubblico ufficiale, omettendo di espletare la procedura di evidenza pubblica, frazionava illegittimamente l’appalto relativo ai predetti servizi e lo affidava direttamente e in modo continuativo in favore della Onlus, mediante proroghe mensili motivate apparentemente dall’indispensabilità di garantire l’espletamento del prosieguo dell’attività di raccolta differenziata dei rifiuti”.

Inoltre, “quale Responsabile dell’Area Tecnica dei due Comuni, per compiere e per aver compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio, consistenti nell’adozione delle determine di proroga dell’affidamento dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nonché per l’accelerazione dei pagamenti dovuti per tali servizi”, avrebbe “ricevuto dal gestore di fatto della società (presunte ndr) utilità personali”.