Benevento

Un viaggio che è molto più un semplice spostamento, almeno per come siamo solitamente abituati a pensarlo.
E' più che altro una riscoperta, un giro a cavallo della storia di un Paese che qualche millennio fa è stata la stella polare del mondo conosciuto e oggi sembra aver smarrito se stesso. La sua identità. Paolo Rumiz, scrittore e giornalista di altissimo livello di Repubblica, quest'anno ha scelto lo storico tracciato dell'Appia, che da Roma conduceva a Brindisi. Per l'impero era la “regina viarum”: frutto della sapienza di Appio Claudio Cieco, l'arteria tagliava trasversalmente la penisola per consentire alla capitale di potersi affacciare con una certa rapidità verso il mondo ellenistico e orientale in generale. Di quella strada molto si è perso nel corso dei secoli: in più punti il tracciato è diventato una tangenziale, una proprietà chiusa, un campo abbandonato. Potrebbe essere un punto di riferimento di grande importanza per promuovere il turismo, vera miniera d'oro di questo paese, come del resto avviene in altre parti d'Europa. Qui da noi, nisba.
Basti citare un caso su tutti: la via Claudia Augusta, che collegava il fiume Po al Danubio. Ed è proprio nel cuore della Baviera che si può vedere come un'antica strada può diventare ottima occasione di promozione territoriale: un business economico-turistico particolarmente florido, valico alpino per i ciclisti, app per smartphone e tablet, trekking e gastronomia fra una pietra miliare e testimonianze archeologiche.

 
Poi ce la prendiamo coi tedeschi troppo efficienti per essere paragonabili a noi, o col destino cinico e baro che c'entra come i cavoli a merenda. ?
Per quanto importante, visto che collegava l'Adriatico con le pianure danubiane, la via Claudia Augusta rispetto alla centralità dell'Appia è poca cosa. Eppure oggi chi fa business sono i tedeschi e non gli italiani. La solita occasione d'oro sprecata, verrebbe da dire. E allora ben vengano iniziative editoriali come quelle di Paolo Rumiz, scrittore ben noto al grande pubblico per i suoi viaggi che fanno compagnia durante l'estate. Perché ogni occasione per squarciare il velo di oblìo è bene accetto, è motivo di impegno per chi magari potrebbe segnare l'inizio di una nuova inversione di tendenza.
Il tracciato dell'Appia, com'è noto, parla anche campano. Ed, in particolare, irpino e sannita. Montesarchio, Bisaccia, Mirabella Eclano, le valli dell'Ofanto: l'elenco è particolarmente lungo e trasversale. Tanti i territori della nostra zona interessati dal percorso. Un tragitto che è parte integrante della nostra storia, una Ferrari parcheggiata però in garage. Perché a noi non piace fare le cose perbene, troppo difficile organizzare e sfruttare (nel senso positivo del termine) la straordinaria eredità che ci viene dal passato, l'inestimabile tesoro che è parte integrante della nostra cultura, del nostro passato, del nostro stesso dna. Utilizziamo i fondi europei che ci vengono concessi da anni per fare marciapiedi e rotatorie e coprire le tracce dell'antichità, vittime anch'esse di una modernità che è in realtà un nuovo e autentico medioevo dell'anima.
? Magari qualche occasione di rinascita l'abbiamo sotto i nostri piedi, e non è certamente il petrolio come qualche scriteriato vorrebbe.
Perché smarrendo la strada, in senso letterale, in pratica abbiamo anche perso un po' di noi stessi, di quello che siamo e di quello che - forse - non saremo mai.

Giovanbattista Lanzilli