«Neanche a Lampedusa, dove ogni giorno sbarcano migliaia di immigrati, hanno un assessorato all’Inclusione sociale. Ad Avellino, con tutti i problemi della città, ne dedichiamo uno comprensivo delle Pari Opportunità, mettendo in conto una spesa di 35mila euro che potrebbe essere evitata».
Questo è solo uno dei passaggi forti che Gianluca Festa ha fatto questa mattina in conferenza stampa, affiancato dai colleghi consiglieri Antonio Genovese e Giuseppe Negrone, e dall’esponente di Davvero, Ugo Maggio. Un appuntamento che ha visto la presenza tra il pubblico di molti sostenitori del gruppo, dell’ex vicesindaco Stefano La Verde e di alcuni altri consiglieri, tra i quali Francesca Di Iorio e Francesca Medugno.
Festa è partito dai motivi del rimpasto in giunta, «…ancora non dichiarati dal sindaco…», per poi affrontare una ad una tutte le questioni sul tavolo di Palazzo di Città: «Quando ha dato il benservito agli assessori non ha pensato alle loro mamme che hanno letto dell’epurazione dei figli quasi fossero dei criminali… La nuova giunta? È servita a far abbassare il tasso di disoccupazione in città…» (il servizio completo sull'app di Ottopagine, scaricala gratis su Apple store e Google play).
E poi ha chiarito: «Per chiudere questa esperienza amministrativa sono necessarie 17 firme. Gianluca Festa, Antonio Genovese e Giuseppe Negrone, convocando questa conferenza stampa, hanno già messo le loro tre. È arrivato il momento di staccare la spina. Magari in maniera soft facendo prima terminare i cantieri e poi arrivando alle dimissioni del sindaco a fine gennaio, per ridurre a pochi mesi il commissariamento. Noi siamo alternativi a Foti e voteremo contro il bilancio. Vedremo cosa faranno gli altri. A questo punto è arrivato il momento di fare dei distinguo. Poi i cittadini giudicheranno…»
Ma non è tutto. Secondo Festa tante ripercussioni negative “Attila Foti”, come ha ribattezzato il sindaco, le sta provocando anche allo stesso partito democratico: «La nostra provincia alle elezioni faceva registrare una partecipazione dell’85-86 per cento. Ora siamo al 50. E l’astensione è destinata ad aumentare. Con essa anche i risultati dello stesso Pd in Irpinia sono destinati ad essere in continuo calo. Non mi meraviglierei se alla prossima tornata il partito tocchi il 10%…».