Avellino

"Aspetta e spera" è una espressione tipica in Irpinia, che porta con sé un connotato negativo. Un po' come aspettare Godot, qualcosa che non arriverà mai, la sintesi di un'attesa infinita. In questo caso, però, la Scandone davvero aspetta e spera, senza alcun pessimismo di fondo. Da una parte ci sono i biancoverdi, dall'altra Tony Taylor. In mezzo diverse offerte ricevute dal playmaker statunitense che scioglierà la riserva nel giro di quarantotto, massimo settandue, ore. Che fosse lui il prescelto, la prima opzione della Sidigas, era ormai chiaro da un po' di giorni. Dopo una prima offerta ritenuta troppo bassa, Avellino nella giornata di ieri ha alzato il tiro per tentare di portare in Irpinia il play che negli ultimi due anni passati al Turow ha conquistato un titolo polacco, partecipando, nella scorsa stagione, anche all'Eurolega. Come detto, però, sull'ex point guard di George Washington c'è da registrare l'interesse di più squadre, alcune delle quali possono mettere sul piatto la partecipazione ad una delle coppe europee. Ed allora come può la Scandone sperare di aggiudicarsi il talento newyokerse? 

Partiamo dal ruolo. Avellino affiderebbe nel caso all'ex Turow la cabina di regia non solo dal punto di vista tecnico ma anche sotto l'aspetto caratteriale. Sarebbe lui la punta di diamante, almeno sulla carta, del prossimo roster guidato da Sacripanti. Il che gli garantirebbe un minutaggio di sicuro maggiore rispetto a quello che possono mettere sul piatto le altre contendenti. Taylor avrebbe l'opportunità di esplodere definitivamente a livello europeo, in un campionato di buon livello, richiamando magari l'attenzione di club più blasonati nelle prossime stagioni. Due giorni, massimo tre, e Avellino potrà capire se la sua strategia avrà buon gioco. In ogni caso, la decisione definitiva di Taylor sbloccherà il mercato irpino, che molto dipenderà, appunto, dalla scelta del playmaker titolare. Le alternative ai biancoverdi di certo non mancano e dovesse arrivare una fumata nera, Alberani e Sacripanti di certo non perderebbero tempo per chiudere almeno questo capitolo della costruzione del roster. 

Un altro paragrafo che attende soltanto di essere chiuso è quello relativo all'arrivo in prestito di Giovanni Pini. Ieri la Scandone ha provveduto a pagare i tre lodi relativi alle commissioni di diversi agenti per sbloccare l'affare. Rimangono ancora dei dettagli burocratici da risolvere per poter far sì che l'accordo con il lungo italiano possa essere ufficializzato. Intanto, sul fronte italiani, gli ultimi tre posti nelle rotazioni biancoverdi saranno presi da Giovanni Severini, già lo scorso anno in maglia Scandone, e da due avellinesi come Salvatore Parlato e Mattia Norcino, con un passato più o meno recente nelle giovanili e nella prima squadra della Scandone, che nel corso di un work-out hanno convinto Sacripanti e saranno aggregati al prossimo roster irpino.

Alessio Bonazzi