Napoli

I carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale di Napoli, con la collaborazione del servizio per la cooperazione internazionale di polizia, dell’Enfast (rete europea delle unità ricerche attive latitanti) e  sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno arrestato Vincenzo Cinquegrana (nato a Napoli il 18.06.65), inserito dal 2013 nell’elenco dei latitanti pericolosi. Si tratta del terzo latitante pericoloso inserito nella “ex lista dei 100” catturato dai carabinieri,  l’undicesimo da agosto 2021 ad oggi.

E’ stato individuato e fermato in Spagna, sulla base delle informazioni acquisite dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli che hanno determinato l’attivazione dell’unità fast spagnola attraverso il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.

I carabinieri, grazie ad un meticoloso monitoraggio del web, hanno individuato dei profili social riferibili al latitante che hanno consentito di ricostruire e documentare la sua rete relazionale e le sue abitudini. Grazie al continuo scambio informativo con la polizia spagnola,  i carabinieri e l’unità enfast hanno così scovato il luogo dove Cinquegrana viveva ormai da tempo e bussato alla sua porta:   L’hospitalet de Llobregat, una cittadina a pochi chilometri da Barcellona dove vive la compagna.

L’uomo dovrà scontare 3 anni, 1 mese e 9 giorni di  reclusione per associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti. Il 56enne è ora in carcere in attesa del provvedimento di estradizione.

La soddisfazione del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese: "Complimenti ai carabinieri del comando provinciale di Napoli e al servizio per la cooperazione internazionale di polizia della direzione centrale della polizia criminale del dipartimento della pubblica sicurezza per l'operazione, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha condotto all'arresto in Spagna di Vincenzo Cinquegrana, inserito dal 2013 nell'elenco dei latitanti pericolosi redatto dal Viminale. Grazie alla professionalità e alla dedizione degli investigatori che hanno effettuato il costante monitoraggio dei canali social ed attivato un continuo scambio informativo con la polizia spagnola è stato possibile ricostruire la rete di relazionali e abitudini del ricercato e assicurarlo così alla giustizia. Un risultato importante che dimostra ancora una volta la capacità delle nostre forze di polizia di stabilire efficaci rapporti di collaborazione internazionale, in grado di contrastare efficacemente una criminalità che agisce al di fuori dei confini nazionali, confidando sul collegamento con organizzazioni che operano all'estero e sui comuni interessi illeciti soprattutto nel traffico di stupefacenti l'impegno quotidiano di magistratura e forze dell'ordine per garantire legalità e sicurezza".