Difficile dirgli e addio. Difficile dire addio a Nicola Vietri. Storico preside irpino, dal primato di più giovane d'Italia per anni, Nicola Vietri è stato la guida indimenticata di istituti come la "Solimena" e della "Francesco Tedesco" di Borgo Ferrovia. Una vita spesa tra i banchi, la sua, quelli delle scuole di cui è stato preside, e quelli del consiglio comunale di cui ha fatto parte negli anni Settanta, con impegno reale e fervore.
Amava definirsi l'ultimo comunista d'Italia, un modo ironico per ricordare come abbia sempre scelto di stare sempre dalla stessa parte politica, a sinistra. Uguaglianza sociale e lotta di classe, sono stati i suoi valori inculcati con amore ad intere generazioni che si sono formate nelle sue scuole. “Bisogna essere eroi a resistere a un sistema che comincia dalle scuole dell'infanzia a volerci imbecilli”. Resta questa la sua frase testamento. Un pensiero che raccoglieva l’essenza di un uomo vero per convinzione, etica, formazione, scelte di vita.
Nicola Vietri è stato iscritto al Psiup, poi al Pdup per poi arrivare alla Democrazia Proletaria. Tre tessere portate con se con fierezza e convinzione. Questo il suo percorso politico, fatto e vissuto con fedeltà assoluta. Memorabili le sue lunghe passeggiate lungo Corso Vittorio Emanuele. La sua scomparsa rende anche difficile ricordarlo nell’immediatezza del lutto, tante sono le cose che Nicola Vietri ha fatto ed è stato, nel corso di una vita vissuta sempre in prima linea. Autenticamente. Ma se si vuole scegliere una cifra distintiva, capace di rappresentare in sintesi il suo modo di essere si deve convenire, questa non può essere che il suo forte senso di appartenenza ad Avellino, il suo amore per le tradizioni della città, la sua cultura, i personaggi che l’hanno fatta grande. Nicola Vietri, preside e politico, uomo di cultura, animatore di dibattiti e riflessioni che hanno dato alla nostra comunità una vera anima e identità. E in proposito viene in mente il suo grande impegno quello che riuscì grazie ad un amicizia, a travalicarne i vincoli affettivi, per tramutarsi in sodalizio con il grande Camillo Marino.
«Nicola era un vero uomo di sinistra - ricorda il professore Franco Festa -. E' riuscito ad esserlo perché lo è stato, sempre anche nei momenti complicati. E' stato un uomo grande per la città, e stranamente è riuscito ad esserlo sia in politica che nella società. Un uomo straordinario che è riuscito a tenere insieme questi due livelli, senza che mai un piano invadesse l'altro.
Il suo tratto distintivo più importante è che è stato un autentico avellinese, senza mai sfociare in atteggiamenti populistici e cialtroneschi, tipici di tanti politici.
Era un uomo dall’anima profonda. Diceva sempre una frase: “dobbiamo pensare ai bisogni del territorio". Oggi che Nicola non c'è più ricordiamo la sua passione e la sua lotta, sempre vera e in prima in linea. E' stato sempre un punto di riferimento per i giovani. Era un uomo completamente autonomo, originale, fuori dagli schemi. Non era un uomo di partito che obbedisce e tace alle scelte imposte, era sempre animato da un vero senso di libertà e pulizia, sia etica che civile. Era amico intimo e profondo di Camillo Marino. Lo ricordo con emozione negli anni di militanza nel Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Era la fine degli anni Sessanta, l'inizio dei Settanta. Mi piace ricordarlo con Camillo. Insieme. Come allora. Credo, che lo stesso Festival dovrà trovare il modo di ricordarlo. Lui, come Gabriele Matarazzo, era di quelle persone mirabili che hanno dato anima e autorevolezza alla città, che hanno reso il nostro Corso, oggi, un deserto di straordinaria bellezza».
Nicola Vietri è stato anche consigliere comunale, riuscendo ad unire in sé l'impegno dell'intellettuale militante e la concreta spontanea sensibilità umana.
«Ricordo il suo impegno nella prima edizione del Laceno D'Oro all'Umberto con un minifestival per i ragazzi. I giovani - racconta il direttore di Quaderni di Cinemasud Paolo Speranza - credevano in lui e lui puntava sui giovani. Era un uomo combattivo e candido. Non potremo mai dimenticarlo».
Nicola Vietri aveva 85 anni, e fino alla fine amava camminare, incontrare le persone per parlare. Un uomo bello per presenza e autorevolezza. «Con la sua scomparsa se ne va uno degli ultimi organizzatori viventi del Laceno d'Oro - racconta - Antonio Spagnuolo -. Di lui ricorderò sempre la sua fiera ed autorevole genuinità. Se ne va con lui una forma romantica di utopia che l'accompagnava». «E' stato un grande uomo, un grande preside dotato di valori veri e di straordinaria dignità - racconta il sindaco Massimiliano Carullo -. Ricorderò sempre l'uomo di grande mitezza e grande bontà che ha dato un contributo unico per la crescita, culturale e sociale, della nostra provincia». Le condoglianze più sentite a tutta la città per l'immensa perdita alla moglie Giovanna Carullo, ai figli Michele, Massimo e Marica, ai fratelli Vittoria e Michele, alla cognata Titina ai nipoti: Massimiliano, Giuseppe, Vania, Rossella, Francesco, Simona, Giuseppe, Donato, Claudia e Paola, Maurizio, Gianpaolo, Stefania e Mario. I funerali saranno celebrati questa mattina alle ore 10 nella chiesa del Rosario, al Corso Vittorio Emanuele, quel "salotto" che hanno reso "buono" uomini come lui. Il corteo funebre prenderà le mosse dalla sua casa di palazzo Ciardiello, in via Campane
Simonetta Ieppariello