Intanto intorno alla Dogana spunta il nuovo cartello. Cambia lo slogan: da Salviamo la Dogana a Dogana Salvaci Tu. «Una frase che riflette bene la condizione di immobilismo in cui versa l'edificio, vittima di parole fumanti e affermazioni divergenti - spiega Giuseppe Iannaccone, gioiellerie della piazza -. Infatti sono tante le discrasie che ruotano intorno al destino della Dogana di Avellino, al punto tale che chi vive quotidianamente il cuore della città capoluogo ha ormai abbandonato ogni speranza di rivedere la dimora nobiliare agli antichi splendori. La speranza che l'ex cinema Umberto possa rinascere dalle sue ceneri è come un sogno che accarezza l'anima infelice di chi ha la consapevolezza che la politica continuerà ad usare la struttura solo come suo spot elettorale, nascondendo ai cittadini l'amara verità». «A settembre presenteremo il nostro progetto alla città per la Dogana - racconta Chiummo -. Pensiamo a qualcosa di diverso. Un'area che potrà essere viva in tante forte per tutto il giornee anche la notte. La dogana deve continuare ad essere il simbolo il punto di riferimento del capoluogo, dell'Irpinia».
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