Sorrento

Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di Lucio Dalla e per i Sorrentini che sul rapporto tra Lucio Dalla e la città del Tasso hanno letto pagine straordinarie grazie all'opera dello scrittore Raffaele Lauro che al cantautore bolognese ha dedicato tre libri e un docufilm. Questa volta a riaccendere i riflettori su Dalla dopo la performance del grafitaro Jorit che a Sorrento ha realizzato una sua opera sulla facciata di un palazzo nei pressi della stazione Eav, è uno speciale docufilm realizzato dal giornalista Leonardo Metalli del Tg1 e intitolato "Lucio chi sei tu? Il folletto geniale" che andrà in onda domenica 19 giugno alle orer 22.40 su Rai 1.


"Si tratta di un lavoro mirabile, con tanti frammenti esclusivi della vita di Lucio e della sua meravigliosa arte sempre imprevedibile. Un racconto che giunge al termine di un percorso promosso negli scorsi mesi dalla nostra amministrazione comunale per celebrare i dieci anni dalla scomparsa del nostro concittadino onorario – dichiara il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola - Musica, mostre, installazioni artistiche, tra cui il celebre murale di Jorit, presentazioni di libri e conferenze, eventi solidali, cinema e teatro. E culminato con l'intitolazione a Dalla del molo del porto di Marina Piccola. Nel film c'è tutta la Sorrento che lui amava, riamato dai sorrentini. Un altro modo per celebrare il suo nome, le sue opere ed il suo ricordo".

Un legame, tra l'artista e la città che non finisce qui e che non finirà mai.

"Dopo tanti anni di telegiornale, nei quali risulta fondamentale parlare chiaro e dare quante più possibili informazioni certe al telespettatore in pochi secondi poco più di un minuto, in questo film documentario è stato necessario ribaltare i piani - spiega Leonardo Metalli, autore del docufilm - Nell’incredibile racconto su Lucio Dalla, matto folletto geniale, mi è sembrato fondamentale lasciare allo spettatore la possibilità di interpretare e riflettere sulle sue mille vite. La sua capacità di eterno bambino dalle idee immense di ricominciare il gioco ogni volta che si era stufato di ripeterlo. Un maestro imprevedibile che ha insegnato tante cose al suo pubblico e ai suoi amici, che erano anche passanti e conoscenti che lo incuriosivano. Ci mancherà ogni giorno di più questo piccolo diavoletto magico che è anche un angelo benedetto come si dichiara lui nella poetica profetica chiusura del film”.