Il pubblico ministero Anna Frasca ha formulato richiesta di sospensione dei termini di custodia cautelare, vista la particolare complessità del procedimento, i 25 imputati e più di 40 testimoni. Nonostante l’opposizione da parte di alcune difese – tra cui gli avvocati Villani e Diddi – il collegio ha ritenuto di accogliere l’istanza per proseguire con l’istruttoria dibattimentale.
Una nuova udienza per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone di illeciti che vede protagonista il Clan Partenio.
Indagine che ha portato all'imputazione di 22 persone con l’accusa, a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa delle aste fallimentari presso il Tribunale di Avellino, alla tentata estorsione e all’intestazione fittizia di beni.
Risentita in aula la testimone della scorsa udienza, la donna che – dopo aver perso la propria casa all’asta aggiudicatasi da Antonio Flammia (nipote di Livia Forte, imputato per questo procedimento) – ha minacciato di denunciare tutti ed è poi stata aggredita proprio qualche giorno dopo da Antonio Ciccone – figlio di Livia Forte - e un amico in un bar nei pressi del Tribunale.
Il tribunale, infatti, accogliendo la richiesta avanzata la scorsa udienza dagli avvocati della difesa, ha ritenuto di escutere la teste ex art. 210, ovvero come persona imputata in un altro procedimento (a suo carico, dopo che Ciccone ha sporto denuncia per lesioni), per fatti connessi a quello pendente dinanzi al collegio.
Infine, il perito, la dottoressa Cira Dardia, ha avanzato richiesta di proroga 90 giorni per la trascrizione delle intercettazioni, sia della Procura, sia quelle depositate dalle varie difese. Il collegio ha però ritenuto di concedere tempo ulteriore solo fino al 30 agosto.
Rinviato il processo all’8 luglio, per ascoltare altri testimoni.