Dallo scorso primo gennaio 2015 è in vigore il nuovo sistema tariffario per il trasporto pubblico in regione Campania. Preannunciata dalla scorsa estate, la riforma non ha evitato numerosi contrattempi e fastidiosi disagi, soprattutto per gli utenti per le difficoltà incontrate con il nuovo piano tariffario. Mentre in Irpinia le rivendite autorizzate dei biglietti sono state adeguatamente rifornite, lo stesso non è accaduto nelle altre provincie.
Un sistema che, secondo la Cgil, ha danneggiato in prima battuta gli utenti «costretti ad acquistare spesso i biglietti a bordo, con la maggiorazione dovuta in questi casi. Altro problema è scaturito dalla confusione che è derivata dalla informazione data ai fruitori del servizio sulla possibilità di poter utilizzare, col biglietto integrato, qualsiasi mezzo di qualsiasi azienda, il che non corrisponde al vero in quanto al cosiddetto Tic (Ticket Integrato Campania) partecipano solo alcune aziende, alle quali non è stato nemmeno concesso il ticket integrato aziendale che poteva permettere di utilizzare bus della stessa azienda ad un costo minore». La Cgil ridimensiona anche i benefici economici.
«Bisogna constatare che la tanto declamata integrazione e i benefici in termini economici riguardano solo parzialmente i territori interni della regione, nel mentre le zone costiere possono usufruirne abbondantemente. Il nuovo sistema tariffario, inoltre, appare ulteriormente complicato e non è per nulla facile comprendere quale tipologia di biglietto e soprattutto abbonamento l’utente deve acquistare considerando che le fasce sono diversificate secondo diversi criteri (studenti, pensionati, ecc.).
Perché in precedenza non si è intervenuti sul governo regionale affinché non ci fossero aumenti e ci fosse una effettiva integrazione tariffaria – chiede il segretario della Filt Cgil Avellino-Benevento, Luca Napolitano – e perché non si è insistito ad un affidamento ad evidenza pubblica ad un unico gestore dei servizi, condizione necessaria per una tangibile integrazione delle tariffe che avrebbe permesso l’utilizzo di più vettori e più servizi? Molto spesso - conclude Napolitano - non si sono avuti compagni di viaggio che condividessero queste questioni, ma si coglie l’occasione per invitare tutti gli attori, Enti, aziende, parti sociali, organi di stampa ad un sereno approfondimento della situazione dei trasporti nei territori interni, in generale, e della problematica delle tariffe, in particolare».
Marco Grasso