Avellino

«Scavalca sempre quel muretto di prima mattina. A volte tiene stretta una busta di plastica con degli avanzi. Saluta tutti e poi va al bar di fronte». Ci spiega uno degli operai che si sta occupando dei pali della luce nei pressi della Casetta di Vetro, a Piazza Kennedy, indicando l’uomo che beve alla fontana di fronte: veste una t-shirt azzurra, scarpe marroni consumate sulle punte, un cappellino bianco con visiera e un paio di pantaloni scuri. L’uomo, dopo aver attraversato la strada per andare al bar, torna a sedersi su una panchina nei pressi della Casetta di Vetro. E’ qui che lo avviciniamo.

«Mi chiamo Shaun, ho quarantanove anni - parla un italiano smozzicato ma comprensibile- Dormo lì tre volte a settimana, gli altri giorni sono o ad Ariano o a Salerno. Lavoro da una signora di Ariano che mi chiede di occuparmi del giardino».

E’ ungherese, di Debrecen, dove vivono sue moglie e i due figli che non vede ormai da sei mesi. Ci spiega che qui è difficile trovare un lavoro fisso, così se la cava come può, facendo affidamento sul buon cuore degli avellinesi. Si divide fra un noto forno della città e un’officina meccanica. Quando non è altrove ad arrangiarsi. Notiamo un’armonica che sporge dalla sua tasca. Ogni tanto sbircia oltre le nostre spalle il suo giaciglio: una coperta giallo ocra appoggiata su dei cartoni, ammassati all’interno dell’ingresso laterale della Casetta di Vetro. Di fianco alla scritta “La Bella Estate”, rassegna culturale estiva appena terminata. Vi si accede scavalcando un basso muretto.

«Ormai – dice – è un anno che vengo ad Avellino. E’ una bella città, tranne per il lavoro che è poco e per la pioggia. In Ungheria faceva freddo, ma non pioveva così tanto. Mi manca la mia famiglia, ma restare qui conviene, soprattutto per loro».

Mentre si allontana lo vediamo fermarsi ai cassonetti di fronte. Una sbirciata furtiva in cerca di fortuna. Ogni avanzo può rappresentare una pepita per chi, come lui, è costretto a vivere alla giornata. Ma oggi la fortuna non sorride. E si riparte.

Redazione